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Chiude il Cara di Castelnuovo, il parroco: "I migranti non vanno trattati come bestie"

4' di lettura

Una fonte del Viminale informa che il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto sarà completamente svuotato e chiuso entro il 31 gennaio prossimo

"Siamo dispiaciuti e preoccupati. Chiediamo che non vengano trattati come bestiame". Lo afferma all'agenzia di stampa Sir il parroco della chiesa di Santa Lucia di Castelnuovo di Porto (Roma), padre José Manuel Torres. Dalla parrocchia è partita oggi pomeriggio, martedì 22 gennaio, una marcia silenziosa per esprimere solidarietà agli ospiti del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo (Cara) di Castelnuovo, che verrà chiuso e svuotato entro il 31 gennaio (LE FOTO). 

Le parole di Salvini

"Per il centro migranti più grande d'Europa, il Cara di Mineo, avvieremo la stessa procedura", annuncia in una diretta Facebook il ministro degli Interni, Matteo Salvini, che in merito alla chiusura del Cara di Castelnuovo aggiunge: "Abbiamo fatto quello che avrebbe fatto un buon padre famiglia". Il Cara ha sede, spiega Salvini, in un palazzo Inail dove si pagava "un milione di euro di affitto all'anno più altri 5 per garantire l'accoglienza ai migranti. Si sono intanto ridotti gli sbarchi e dunque siamo arrivati a fare una scelta di normalità", prosegue il ministro. "Useremo i soldi risparmiati per aiutare gli italiani o chiunque abbia bisogno". In quella struttura, sottolinea Salvini, "si erano dimezzati gli ospiti: da 1000 erano passati a 534. Si era arrivati al momento di decidere se rinnovare il contratto di affitto oppure no, visto che si erano dimezzate le presenze e si erano liberati altri posti in altre strutture. Con il ragionamento che fa un buon amministratore chiudiamo una struttura sovradimensionata", conclude il ministro.

Il commento di Matteo Orfini, presidente del Pd

"Quello che sta accadendo a Castelnuovo di Porto non ha nulla a che fare con la sicurezza e con la legalità. È una vera e propria deportazione che dimostra quanto le norme volute da questo governo siano disumane e razziste". Così su Twitter Matteo Orfini, presidente del Pd, in merito alla chiusura del Centro richiedenti asilo.

La marcia solidale

Alla marcia organizzata oggi, riferisce il Sir, erano presenti gruppi parrocchiali, ragazzi delle scuole, volontari, associazioni del territorio, sindacalisti. Si è manifestato anche per testimoniare vicinanza agli oltre cento lavoratori italiani, tra cui medici, psicologi, mediatori culturali e insegnanti, che rischiano il licenziamento a causa della chiusura del Cara. "Con la marcia pacifica - spiega il parroco - vogliamo esprimere solidarietà a questi poveri ragazzi. Non sappiamo dove andranno a finire almeno 200 persone. Hanno voluto sgomberare il centro velocemente in modo un po' misterioso: basti pensare che l'autista del pullman nemmeno sapeva dove doveva andare, forse in Basilicata", sottolinea il religioso. 

La chiusura del centro accoglienza

Entro il 31 gennaio il Cara sarà completamente svuotato e chiuso, e i circa 500 migranti attualmente presenti saranno trasferiti altrove. Lo si apprende da fonti del Viminale, secondo cui l'operazione, che comporterà risparmi per circa un milione all'anno di affitto, è resa possibile dal crollo del numero degli sbarchi ed era in programma nell'ambito dello svuotamento dei grandi centri, come già fatto per Cona e Bagnoli in Veneto. Ulteriore conferma arriva da una nota del Comune, che sottolinea come "a poco più di un mese dalla conversione in legge del cosiddetto Decreto Sicurezza, il Cara di Castelnuovo di Porto sembrerebbe in chiusura". Il Comune rende noto che da oggi, "come da comunicazione prefettizia", "inizieranno gli spostamenti di 300 rifugiati in tante regioni italiane ai quali si aggiungono le uscite obbligate dei titolari di protezione umanitaria, non più beneficiari della seconda accoglienza". 

Il Cara di Castelnuovo di Porto

Quello di Castelnuovo di Porto è il secondo centro per rifugiati più grande d'Italia. Venne visitato da Papa Francesco il Giovedì Santo del 2016. Sono trenta al momento gli ospiti trasferiti oggi in altre strutture: secondo quanto si è appreso, sono stati spostati in centri della Basilicata e della Campania. Altri, invece, avrebbero lasciato il centro da soli. Diversi sono stati avvistati alle fermate degli autobus diretti a Roma. Nei prossimi giorni sono in programma ulteriori trasferimenti.

 

Data ultima modifica 22 gennaio 2019 ore 19:57

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