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Morto in fermo a Empoli, Salvini difende agenti: "Dovevano offrire cappuccio e brioche?"

(Ansa)
3' di lettura

Il ministro dell'Interno difende i poliziotti, accusati invece da Ilaria Cucchi, che paragona la vicenda accaduta in Toscana al caso di Riccardo Magherini. La mamma di Federico Aldrovandi: “Gli agenti devono essere formati”. La sorella di Giuseppe Uva accusa Salvini

"Se i poliziotti non possono usare le manette, che fanno, offrono cappuccio e brioche?". Nel corso di una diretta Facebook, il ministro dell'Interno Matteo Salvini torna sul caso dell'uomo morto ieri a Empoli dopo essere stato bloccato dalla polizia. Le parole del vicepremier, che è intervenuto per difendere gli agenti indossando la giacca della tuta delle Fiamme Oro e la scritta Polizia sul petto, arrivano dopo quelle di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano (LA STORIA DI STEFANO CUCCHI), che ha invece accusato le forze dell’ordine: "Dava in escandescenza? Questi fatti sono tutti uguali e sappiamo già come andrà a finire. La quarta sezione della Cassazione dirà che non c'è nessun colpevole". Secondo le prime ricostruzioni, il 32enne deceduto durante il fermo avrebbe accusato un malore e sarebbe morto per un arresto cardiocircolatorio.

Il paragone con Magherini

“Come Magherini”, ha sottolineato Ilaria Cucchi, ricordando la vicenda dell’ex calciatore morto durante un controllo dei carabinieri a Firenze. Per quel decesso, la Cassazione ha assolto i tre militari imputati per omicidio colposo. In quel caso, l’uomo, molto agitato e in stato confusionale, era stato bloccato a terra con il torace premuto prima di accusare un malore e morire. 

La mamma di Aldrovandi: “Agenti non formati oppure consapevoli”

Anche secondo Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, si tratta “sempre della stessa storia. Non ci sono mai elementi veramente chiari, ci sono sempre le versioni ufficiali e poi continua ad accadere purtroppo”. Nel caso di suo figlio, morto a Ferrara nel 2005, quattro agenti di polizia sono stati condannati per omicidio colposo. Durante un controllo, hanno malmenato Aldrovandi a morte. Riguardo al metodo utilizzato dagli agenti nel fermo di Empoli, dice: “Che questo tipo di fermi (con schiacciamento a terra della persona, ndr) porta alla morte delle persone è una valutazione tecnica: anche i manuali delle scuole di polizia insegnano a non uccidere la gente poi però continua a succedere". “Allora o la formazione non è fatta così come ci viene indicato, e quindi gli agenti non sono formati adeguatamente - conclude - oppure sanno quello che fanno ma lo fanno lo stesso. È avvilente". 

La sorella di Giuseppe Uva: “Con Salvini licenza di uccidere”

"Questo è il metodo delle forze dell'ordine. Con l'appoggio di Salvini, ora, hanno la licenza di uccidere", è la dura accusa di Lucia Uva, sorella di Giuseppe, morto dopo essere stato portato in caserma a Varese nel 2008. La donna, precisando di non "avercela con le forze dell'ordine" ma con chi "abusa della divisa che indossa a scapito dei più deboli", ha aggiunto che "siamo in un tritacarne", riferendosi a tutti i parenti delle vittime di casi analoghi.

Il fermo di Empoli

Il 32enne morto a Empoli nel tardo pomeriggio del 17 gennaio era stato legato mani e piedi con un cordino, per evitare che desse in escandescenze. L’uomo è stato bloccato dopo che il titolare di un money transfer si è rifiutato di cambiargli una banconota da 20 euro all’apparenza falsa e, avendolo visto molto agitato, ha chiamato la polizia. Gli agenti lo hanno quindi bloccato, ma durante l’intervento l’uomo sarebbe stato colpito da un arresto cardiaco. La procura di Firenze ha ora aperto un’indagine. 

Data ultima modifica 19 gennaio 2019 ore 18:28

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