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Madre di Belardelli, l'ultrà morto: "Non lo giustifico, ma lasciatelo in pace"

La casa di Daniele Belardinelli (Ansa)
3' di lettura

La mamma di Daniele Belardinelli chiede rispetto per il figlio ucciso dopo essere stato investito da un suv prima del match Inter-Napoli. Intanto gruppi di tifosi in tutta Italia rendono omaggio alla vittima: "Un ultras non muore mai”, scrivono supporter della Lazio

"Mio figlio è morto da un giorno, nessuno può avere idea di cosa posso provare, è indescrivibile. Vi prego basta. Daniele deve riposare in pace". Inizia così il lungo e commosso post su Facebook della mamma di Daniele Belardinelli  (CHI ERA), il tifoso morto dopo essere stato investito da un suv prima del match tra Inter e Napoli (VIDEO - FOTO). "Sono la mamma di quel ragazzo che è morto negli scontri tra ultras, leggo che era un delinquente, i telegiornali lo dicono, i social lo dicono", continua la donna, "ma io sono sua madre, quella che l'ha tenuto tra le braccia con amore e visto crescere". 

"Non giustifico mio figlio, ma lasciatelo in pace"

Lo sfogo della mamma di Belardinelli prosegue: "Sono quella che lo sgridava per ogni sbaglio, ma anche quella che ha avuto i suoi abbracci e i suoi buongiorno al cellulare". "Daniele era un figlio affettuoso e un uomo generoso, solare e sorridente e non - sostiene - il figlio che descrivete". Poi conclude: "Non lo giustifico ma vi chiedo da madre di lasciarlo in pace da adesso, che sia ricordato come io lo ricordo fuori dal mondo del calcio, figlio, padre, marito e fratello dolcissimo". Ieri, il padre di Belardinelli aveva detto: "Era un casinista, un tifoso, ma non violento".

Diversi Daspo contro Belardinelli

Diverso il ritratto che emerge dagli archivi delle forze dell'ordine: "Daniele Belardinelli era sorvegliato speciale per reati connessi a manifestazioni sportive", ha affermato la Questura di Varese, confermando che il tifoso era stato oggetto di "diversi provvedimenti di Daspo, l'ultimo dei quali concluso nel 2017. I precedenti specifici erano parecchi, non sappiamo ora dire con precisione quanti fossero". Belardinelli era riconosciuto a Varese come uno dei capi dei 'Blood Honour', la frangia più estrema del tifo biancorosso che è storicamente gemellato con quello dell'Inter. Un Daspo di cinque anni risale al novembre 2007, per gli scontri a margine di Varese-Lumezzane, un altro al luglio 2012, quando Belardinelli era a Como per l'amichevole estiva tra la squadra locale e l'Inter.

Il ricordo dei tifosi laziali

Gruppi di ultras in tutta Italia stanno rendendo omaggio a Belardinelli, con striscioni e iniziative. Un centinaio di tifosi della Lazio riuniti a Ponte Milvio prima di Lazio-Torino hanno realizzato uno striscione con la scritta: "Un ultras non muore mai... Daniele con noi". Agli ultras però è stato vietato di introdurre lo striscione allo stadio e, per questo motivo, gli Irriducibili hanno svuotato la Curva Nord in segno gi protesta. 

Data ultima modifica 29 dicembre 2018 ore 21:54

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