Omicidio Desirée, il gip: "Arrestati le mentirono su mix di sostanze"

Cronaca

Per il giudice, che ha convalidato il fermo, i 3 indagati per la morte della 16enne le dissero che stava assumendo metadone ma causarono "la perdita della sua capacità di reazione". Accertamenti sulla rete che riforniva i pusher a via dei Lucani: forse ci sono italiani

Avevano assicurato a Desirée che quel mix di sostanze composto anche di tranquillanti e pasticche fosse soltanto metadone. Dall'ordinanza con cui il gip ha disposto il carcere per i tre fermati per l'omicidio della 16enne emerge che la ragazza, in crisi di astinenza, è stata indotta dagli arrestati ad assumere "tali sostanze facendole credere che si trattasse solo di metadone". Ma la miscela, "rivelatasi mortale", era composta da sostanze che hanno determinato la perdita "della sua capacità di reazione" consentendo agli indagati di poter mettere in atto lo stupro. Sulle circostanze in cui è morta Desirée Mariottini si attendono anche gli esiti degli esami del Dna per stabilire se ci sono anche altre persone responsabili di abusi sessuali sulla ragazza. Le risposte degli accertamenti arriveranno nell'arco di qualche settimana. Sulla vicenda continuano le indagini della Squadra Mobile di Roma, guidata da Luigi Silipo, dopo i quattro fermi dei presunti componenti del branco.            

Indagini sulla rete di pusher, forse ci sono anche italiani

Nel frattempo sono in corso indagini anche sulla rete di pusher che riforniva gli stranieri coinvolti nella morte di Desirée. Gli investigatori stanno effettuando verifiche per stabilire da dove arrivava la droga. Non è escluso che ci possa essere anche qualche italiano nella rete che approvvigionava i pusher del palazzo di via dei Lucani. Come quello, ora ricercato dagli inquirenti, che potrebbe, secondo alcuni testimoni, aver ceduto parte della droga ai quattro pusher ora accusati di aver stuprato e ucciso la giovane nel palazzo abbandonato a San Lorenzo (LA STORIA DEL QUARTIERE).

Convalidato il fermo di tre indagati

Ieri, 27 ottobre, il gip di Roma ha convalidato il fermo di tre dei quattro indagati emettendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo il giudice, gli indagati hanno agito "con pervicacia, crudeltà e disinvoltura" mostrando una "elevatissima pericolosità e non avendo avuto alcuna remora”. Nell’ordinanza del gip si legge che i fermati "dapprima hanno somministrato alla ragazza il mix di droghe e sostanze perfettamente consapevoli del fatto che fossero potenzialmente letali per abusarne, poi ne hanno abusato lungamente e ripetutamente, infine l'hanno lasciata abbandonata a se stessa senza adeguati soccorsi, nonostante l'evidente e progressivo peggiorare del suo stato, fino ad impedire ad alcuni dei presenti di chiamare i soccorsi per aiutarla". Il quarto presunto componente del branco è stato fermato a Foggia, dove si nascondeva in una baracca. Sempre a Roma ieri si sono svolte due manifestazioni per ricordare la ragazza: una dell'Anpi e una di Forza Nuova.

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