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Roma, storia di San Lorenzo: quartiere rosso trasformato dalla movida

Uno striscione in memoria di Desirée, la 16enne trovata morta in uno stabile occupato a San Lorenzo (Ansa)
3' di lettura

Nato per famiglie operaie, fu l’unico rione ad opporsi alla Marcia su Roma. Nel dopoguerra ha conservato l'anima popolare. Culla di Pci e movimenti studenteschi. Poi è diventata zona universitaria, con aumento di movida e anche illegalità. Fino all’omicidio di Desirée

Da quartiere rosso, popolare e di sinistra, a luogo di degrado e illegalità. Fino al tragico omicidio, la notte tra il 19 e il 20 ottobre 2018, della sedicenne Desirée Mariottini, drogata e poi abusata sessualmente in uno stabile occupato. È la metamorfosi di San Lorenzo, nel cuore di Roma: un quartiere che negli anni si è trasformato non solo in una zona universitaria e di movida notturna, ma anche in teatro di alcol e spaccio. 

Nasce il quartiere, lo abitano gli operai

San Lorenzo si sviluppa nel municipio di Roma II, tra Porta Tiburtina e il cimitero del Verano. Prende il suo nome dalla vicina basilica di San Lorenzo fuori le mura. Se fino a metà Ottocento era ancora una zona prevalentemente agricola, alla fine del XIX secolo conosce un intenso sviluppo urbanistico, finalizzato alla costruzione di alloggi per gli operai che venivano a lavorare nella Capitale. Artigiani, fabbri, manovali, ferrovieri e infermieri: la natura popolare del quartiere nasce a cavallo tra i due secoli.

La resistenza al fascismo

La fama di rione dal cuore "rosso" si deve invece alle cronache del 1922, che raccontano come San Lorenzo fu l’unico quartiere ad opporsi agli squadristi fascisti e alla loro marcia su Roma. I cittadini si schierano con gli 'Arditi del popolo' e dai tetti volano oggetti di ogni tipo in testa alle camicie nere. Segue in risposta una rappresaglia fascista, con una spedizione punitiva guidata da Italo Balbo.
Il 19 luglio del 1943 molti edifici del quartiere sono distrutti da un bombardamento, opera degli Alleati: il loro obiettivo è quello di attaccare lo scalo merci ancora oggi attivo. Sei giorni dopo il Gran consiglio del fascismo sfiducia Mussolini.

Il dopoguerra e la mobilitazione politica

Nel dopoguerra il quartiere continua a essere una zona a vocazione popolare. Ma anche ricco di iniziative politiche, animato dal fervore del Partito Comunista e sede di diversi gruppi della sinistra extra-parlamentare: Lotta Continua, Potere Operaio, il Movimento Studentesco. In via Taurini c’è la sede dell’Unità, il quotidiano comunista fondato da Antonio Gramsci, vittima dei blitz dei fascisti prima e di autonomi e Brigate rosse in seguito. E' solito trascorrere le sue giornate a San Lorenzo anche Pier Paolo Pasolini, che ama sedere insieme all’amico Alberto Moravia ai tavoli del ristorante Pommidoro.

Da quartiere universitario a luogo di degrado

Negli anni il quartiere cambia pelle e acquista la fama di zona universitaria. I prezzi contenuti degli affitti e la vicinanza con La Sapienza contribuiscono alla nascita di numerosi pub, ristoranti, birrerie e associazioni culturali. Luogo di incontro principale è piazza dell'Immacolata, che ogni notte viene invasa da centinaia di giovani. I residenti storici vengono sostituiti dagli studenti. Alla movida però si accompagnano gli schiamazzi e il consumo di alcol fino a notte fonda, fenomeni di spaccio e microcriminalità. Capannoni abbandonati, destinati teoricamente a progetti di riqualificazione urbanistica, vengono occupati abusivamente. Come accaduto allo stabile di via Lucani, dove ha trovato la morte Desirée. Un edificio più volte occupato e sgomberato negli ultimi anni (SALVINI A SAN LORENZO) e che, dopo un procedimento in Tribunale, si trova nelle mani di un custode giudiziario. 

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