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Omicidio Desirée, arrestato a Foggia il quarto uomo

4' di lettura

Dopo i tre fermi eseguiti ieri, rintracciato un altro presunto responsabile della morte della 16enne nel quartiere di San Lorenzo a Roma. L’uomo, un ghanese, bloccato nei pressi del campo di “Borgo Mezzanone”, aveva 10 kg di marijuana. Salvini: carcere duro e a casa

La polizia ha rintracciato e arrestato a Foggia il quarto presunto responsabile della morte di Desirée Mariottini, la ragazza di 16 anni trovata morta la scorsa settimana a Roma, in un palazzo occupato del quartiere San Lorenzo. L'uomo è stato trovato nei pressi del campo di “Borgo Mezzanone" alla periferia della città pugliese. È un cittadino del Ghana di 32 anni e la sua posizione è al vaglio degli inquirenti per capire il ruolo che ha avuto nella vicenda. È stato trovato in possesso di oltre 10 chilogrammi di marijuana. Immediato il commento del ministro dell'Interno Salvini: "Catturato a Foggia il quarto verme che avrebbe stuprato e portato alla morte Desiree. Si tratta di un immigrato clandestino. Per lui, come per gli altri tre, carcere duro e a casa” (GUARDA IL VIDEO).

Chi è il quarto uomo

Il quarto uomo bloccato dalle forze dell’ordine era titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato dalla questura di Napoli nel 2012 e scaduto a gennaio 2014. Il 27 marzo scorso, sottolineano fonti giudiziarie, era stato accompagnato dalla polizia all'ufficio immigrazione di Roma per essere identificato. E in quell'occasione era stato invitato ad andare alla questura di Napoli per regolarizzare la sua posizione.

La cattura del quarto uomo

Il 32enne oggi si nascondeva in una delle baracche che si trovano lungo la cosiddetta “pista” della baraccopoli abusiva sorta nelle vicinanze del Cara di Borgo Mezzanone, alla periferia di Foggia, Gli inquirenti hanno individuato l'uomo seguendo le celle telefoniche del suo cellulare. All’arrivo degli agenti, l'uomo si è barricato in un alloggio. Gli agenti hanno dovuto forzare l'ingresso e, una volta all'interno, lo hanno bloccato. Ha tentato di fornire false generalità spacciandosi per un'altra persona. Subito dopo la cattura è stata effettuata un'accurata perquisizione all'interno della baracca dove sono stati sequestrati 11 chili di marijuana, 194 grammi di hashish, due buste di resina per un totale di 122 grammi, e 4 dosi di metadone. Inoltre è stata trovata una pistola giocattolo e un bilancino di precisione. L'uomo, oltre al fermo per omicidio, è stato arrestato, su disposizione del pm di Foggia, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo il capo della squadra mobile di Foggia, l’uomo sarebbe "arrivato nel Foggiano immediatamente dopo l'atroce delitto” e ha “precedenti penali specifici in materia di sostanze stupefacenti".

I tre fermi di giovedì

Nella giornata di giovedì, invece, sono state messe in stato di fermo tre persone: due senegalesi, irregolari in Italia (uno di 27 e l’altro di 43 anni) e un nigeriano di 40 anni. I tre, che hanno precedenti per spaccio di droga, sono accusati, insieme ad altri complici, di violenza sessuale di gruppo, cessione di droga e omicidio volontario (LE IPOTESI DELLE INDAGINI). Il branco sarebbe stato identificato dalla squadra mobile, che ha raccolto una serie di testimonianze e ha effettuato i rilievi necessari nello stabile di via dei Lucani, a San Lorenzo, dove è stato trovato il corpo (FOTO). I provvedimenti sono stati eseguiti “per gravi indizi di reità”. Secondo quanto è stato appurato dalle indagini, la giovane è stata drogata e poi abusata sessualmente più volte quando era in uno stato di incoscienza. L'autopsia ha evidenziato che la 16enne potrebbe essere morta per overdose o per soffocamento. Secondo gli inquirenti, Desirée è stata drogata nel pomeriggio del 18 ottobre e dopo averla ridotta in stato di incoscienza il branco l'ha stuprata. La 16enne è poi morta nella notte del 19 ottobre (SALVINI A SAN LORENZO DOPO L'OMICIDIO).

La madre di Desirée Mariottini chiede giustizia

Sempre ieri ha parlato per la prima volta la madre della giovane che ha detto: "Ora voglio giustizia, voglio che questa tragedia non accada ad altre ragazze”. Matteo Salvini invece ha attaccato: "Fosse per me castrazione chimica per gli stupratori”. Da ieri inoltre sono spuntate alcune “ronde” composte dai cittadini nel quartiere di San Lorenzo (LA STORIA). E in serata è stata organizzata una fiaccolata per ricordare la 16enne morta (LE FOTO).

Data ultima modifica 26 ottobre 2018 ore 19:13

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