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Riace, migranti non vogliono andar via. Il Viminale: potete scegliere

Cronaca

L’Anpi chiede aiuto al M5s per fermare Salvini mentre i migranti dicono al sindaco: “Non vogliamo andare via”. Il Viminale precisa: “A Riace solo trasferimenti su base volontaria: “Quelli che decideranno di restare usciranno però dal circuito dell'accoglienza”

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"Non vogliamo andare via da Riace. Qui c'è la nostra nuova vita", è il messaggio lanciato dai migranti che vivono nella cittadina del reggino, preoccupati e arrabbiati dopo la circolare con cui il ministero dell'Interno ne ha disposto il trasferimento. Un gruppo di giovani ha voluto incontrare direttamente il sindaco Domenico Lucano (CHI È), andando a trovarlo nella casa in cui dal 2 ottobre si trova agli arresti domiciliari. Intanto anche l’Associazione nazionale dei Partigiani si schiera contro il provvedimento e chiede un intervento da parte del Movimento 5 Stelle. "Con l'ipotizzato spostamento di duecento migranti, il ministro dell'Interno Matteo Salvini consuma un ulteriore atto di violenza e vendetta nei confronti dell'esperienza di riuscita ed esemplare integrazione attuata nel Comune di Riace: l'intenzione, dopo l'assurdo arresto del sindaco, è quella di mettere la parola fine a questa esperienza", ha dichiarato la presidente Carla Nespolo. In una nota il Viminale precisa: “A Riace non ci sarà nessun trasferimento obbligatorio: i migranti si muoveranno solo su base volontaria, e quelli che decideranno di restare usciranno però dal circuito dell'accoglienza. È questo il meccanismo che scatta quando un progetto Sprar deve chiudere”.

Direttrice Sprar: nessuna deportazione

Fino a questo momento a Riace non si sono registrate tensioni. Tutti attendono la reazione dei legali del primo cittadino che hanno preannunciato un ricorso al Tar per chiedere l'annullamento della decisione del Viminale. "Non ci sarà alcuna deportazione da Riace, le persone che sono in accoglienza possono proseguire il progetto di integrazione in un altro progetto Sprar e noi, operativamente, cerchiamo di individuare altri posti che siano adeguati", ha rassicurato Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale dello Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati.

Salvini: le indagini sono state avviate da Minniti

Intanto il ministro dell’Interno Matteo Salvini risponde alle critiche via Twitter e attacca il Partito democratico. "Ma quelli del Pd che parlano di 'deportazioni', sanno che l'indagine sulle gravi irregolarità di Riace, e del suo arrestato sindaco, erano state avviate da Minniti, mio predecessore al Viminale e oggi possibile segretario del loro partito?", ha scritto.

Anpi: M5s faccia sentire la propria voce

Interviene anche l’Anpi rivolge un appello al Movimento 5 Stelle. "L'indignazione è grande – scrive l’associazione - ma dobbiamo prima di tutto chiederci: perché questo avviene? Perché il ministro dell'Interno o riesce a cancellare Riace o la sua teoria immigrazione uguale delinquenza viene smentita. Ma Salvini dimentica una cosa: Riace c'è già stata. È un modello di cui parla tutta Europa e dimostra che non solo l'integrazione è possibile, ma benefica. Se un piccolo borgo spopolato ha potuto riprendere mestieri, scuole e lavoro, proprio grazie alle nuove energie dei migranti, Riace ha già vinto". Oggi, prosegue l'Anpi, "uniamo la nostra indignazione a quelle di tutti i democratici, esprimiamo la nostra fraterna solidarietà e vicinanza a Mimmo Lucano e alla sua giunta e intanto chiediamo a Luigi Di Maio e agli eletti del M5S di far sentire la propria voce su questa vicenda. Reddito di cittadinanza, riforma delle pensioni e altro, sono obiettivi importantissimi. Ma anche Riace lo è con il suo carico di umanità sofferente e di speranza. Non girate lo sguardo da un'altra parte e fermate Salvini".

La decisione del Viminale

Il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno, con una nota del 9 ottobre scorso, ha deciso il trasferimento dei migranti ancora ospiti dello Sprar gestito dal Comune calabrese: 21 pagine trasmesse al Comune reggino che contestano 34 penalità e chiedono di trasferire gli ospiti e di rendicontare ogni spesa sostenuta per arrivare alla chiusura del sistema di accoglienza entro 60 giorni. Poi è arrivata la precisazione: “Trasferimenti solo su base volontaria, ma chi resta esce dal circuito dell’accoglienza”.