Strage di braccianti a Foggia, tre indagati con l'accusa di caporalato

Cronaca
(Foto Ansa)
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La Procura di Larino ha iscritto nel registro degli indagati tre persone con l'ipotesi di reato di sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita nell’ambito dell’inchiesta sul caporalato, avviata dopo l’incidente stradale in cui sono morti 12 migranti

La Procura della Repubblica di Larino ha iscritto nel registro degli indagati tre persone nell'ambito dell'inchiesta sul caporalato, avviata dopo la morte di 12 braccianti in un incidente stradale avvenuto a Lesina, in provincia di Foggia, mentre venivano condotti nei campi di pomodoro. Qualche giorno prima altri quattro migranti avevano perso la vita in un altro incidente tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri.

Indagati per sfruttamento del lavoro

Gli indagati sono tre operatori del settore agricolo. Per loro è stata formulata l'ipotesi di reato di sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita. I controlli delle forze dell’ordine sul fenomeno del caporalato si sono intensificati in tutto il Basso Molise su indicazione della stessa Procura di Larino.

Gli incidenti

L’incidente in cui sono morti i 12 braccianti è avvenuto il 6 agosto, sulla strada statale 16, quando un furgone con targa bulgara con a bordo 14 braccianti agricoli di nazionalità africana, che tornavano dal lavoro nei campi, si è scontrato contro un tir. L’1 agosto, invece, hanno perso la vita altri 4 giovani braccianti agricoli di origine nordafricana nello scontro tra il loro pulmino e un camion.

Le inchieste

Al momento sono due le Procure che indagano sulle presunte condizioni di sfruttamento dei dodici braccianti morti. All'ipotesi di caporalato (COSA PREVEDE LA LEGGE MARTINA) stanno lavorando i magistrati di Foggia e Larino (Campobasso), i primi competenti perché in quel territorio è avvenuto l'incidente mortale, i secondi perché in Molise ha sede l'azienda agricola per la quale lavoravano la maggior parte delle vittime. I carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno già acquisito i documenti dall'azienda, necessari a ricostruire le condizioni contrattuali di lavoro, orari e compensi, da intrecciare con le dichiarazioni rese nei giorni scorsi agli investigatori dai braccianti sopravvissuti all'incidente. Nei prossimi giorni saranno individuate le altre aziende agricole su cui svolgere accertamenti, almeno una pugliese per la quale lavoravano alcuni braccianti deceduti, e altre tre per le quali quegli stessi migranti avevano lavorato in passato.

Le indagini sui trasporti e gli incidenti

Un secondo livello dell'indagine riguarda, poi, il servizio di trasporto dei migranti sui campi. A gestirlo, a quanto emerge, erano connazionali dei braccianti, che venivano contattati dall'azienda agricola per portare i lavoratori nei campi di pomodoro. Negli ultimi due incidenti mortali, a guidare i furgoncini erano migranti africani, anche loro deceduti. Quello che le indagini delle Procure di Foggia e Larino dovranno accertare, oltre alle eventuali condizioni di sfruttamento, è il collegamento tra le aziende agricole e i cosiddetti caporali che si occupavano di reclutare manodopera. Infine, ci sono poi le indagini sulle dinamiche dei due incidenti, per le quali i magistrati attendono nelle prossime settimane il deposito di consulenze tecniche.

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