Università di Pavia, tasse ridotte per gli studenti a basso reddito: il 45% non le pagherà

Cronaca
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L'Ateneo estende la no-tax area fino a 32.000 euro di Isee, primo in Italia a superare la soglia dei 30.000. Una quota significativa di studenti non pagherà le tasse e circa il 70% avrà una riduzione della contribuzione. Gli aumenti, limitati, riguarderanno solo chi supera gli 80.000 euro di Isee

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L'Università di Pavia è il primo ateneo italiano a estendere la no-tax area oltre la soglia di 30mila euro di Isee, introducendo anche una riduzione della contribuzione per gli studenti con redditi bassi ma fuori dalle fasce di esenzione. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato oggi, martedì 28 aprile, la riforma della contribuzione proposta dal Rettore Alessandro Reali. L'esenzione totale viene estesa agli studenti con Isee fino a 32.000 euro, alzando in modo significativo il limite di esenzione fino a oggi fissato a 23.000 euro.

Gli studenti interessati 

Con il nuovo modello contributivo, il 45% degli studenti in corso (o fuori corso di un anno) non pagherà gli studi, contro l'attuale 12%. Circa il 70% della popolazione studentesca beneficerà di una riduzione della contribuzione. Oltre il 96% degli studenti che avranno un aumento comunque contenuto della retta apparterrà alla fascia massima, corrispondente a un Isee superiore agli 80mila euro.

La posizione del Rettore

Il Rettore Reali sottolinea la portata della riforma: "Sono molto soddisfatto di questo passo fondamentale, per cui ringrazio la Governance, il Consiglio di Amministrazione e tutte le persone che hanno lavorato per renderlo possibile. L'Università di Pavia è nota per la qualità della sua didattica e della sua ricerca oltre che per la sua prestigiosa storia costruita sulle spalle di giganti come Volta, Golgi e Foscolo, solo per citarne alcuni. Come Rettore il fatto che l'eccellenza del nostro Ateneo possa essere gratuitamente a disposizione di così tanti studenti mi rende felice e orgoglioso. Il diritto allo studio è infatti un bene prezioso che va difeso e alimentato con convinzione. Investire sui nostri giovani e sulla loro formazione è senz'altro il miglior contributo che possiamo dare per il futuro del nostro Paese".

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