Foggia, schianto contro tir carico di pomodori: muoiono 4 braccianti

Ansa
2' di lettura

Altri quattro sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni. Ferito leggermente anche il conducente del camion. L'incidente è avvenuto sulla strada provinciale 105

Quattro braccianti sono morti in un incidente stradale avvenuto sulla strada provinciale 105, in Puglia: un tir che trasportava pomodori si è scontrato con un furgoncino su cui viaggiavano i braccianti. Ci sono anche feriti, di cui quattro ricoverati agli Ospedali Riuniti di Foggia: sono tutti in gravi condizioni.

La dinamiche dell’incidente

Il violento impatto è avvenuto - per cause in corso di accertamento - tra un furgone chiuso, di colore bianco, con a bordo otto persone, sembra tutti extracomunitari di ritorno dai campi, ed un tir carico di pomodori. Tre delle persone che viaggiavano sul furgone sono morte sul colpo, una quarta è deceduta in ospedale. Difficile la loro identificazione perché, sembra, nessuno aveva indosso documenti di riconoscimento. Altre cinque persone sono rimaste ferite: si tratta di altri quattro uomini che erano sul furgone e che versano ora in gravi condizioni negli ospedali Riuniti di Foggia, e del conducente del tir che ha riportato ferite lievi.

Carico di pomodori rovesciato sull’asfalto

Nell'impatto il carico di pomodori - che veniva trasportato in numerosi cestelli blu - si è rovesciato sull'asfalto. La cabina dove si trovava il conducente del tir si è ribaltata in un campo e il furgone bianco che trasportava i braccianti nell'impatto è diventato un groviglio di lamiere. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, sanitari del 118 e polizia stradale che indaga sull'accaduto.

Migliaia di lavoratori nella zona

Fin dal mese di luglio sono migliaia i lavoratori, in gran parte stranieri, che vengono impegnati nelle campagne del Foggiano, attraversate spesso dal fenomeno caporalato, per la raccolta dei pomodori. Gli stranieri vengono soprattutto dal Burkina Faso, dalla Sierra Leone, dalla Nigeria, dal Mali, dall'Uganda, dalla Romania, dalla Bulgaria e dalla Polonia e nella maggior parte dei casi vivono nei ghetti, in edifici diroccati o si accampano sotto gli alberi.
"Grande dolore" viene espresso dalla Fai Cisl: "vogliamo sapere se ci sono responsabilità, se è stata una tragica fatalità o se si poteva evitare, se il trasporto era regolare oppure se i lavoratori erano stipati nel furgone perché arruolati da caporali, come accade purtroppo ancora molto spesso".

Data ultima modifica 04 agosto 2018 ore 21:09

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