Aggressioni, Anaao: 65% dei medici vittima almeno una volta

Foto d'archivio Fotogramma
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Secondo il sindacato quasi 7 dottori su 10 hanno dichiarato di averne subita almeno una, percentuale che cresce al 72% nel Sud e nelle isole. Il ministro della Salute Giulia Grillo ha annunciato un provvedimento

Vengono picchiati, malmenati, buttati a terra, in alcuni casi feriti anche con oggetti. Senza contare minacce e insulti. I medici vengono aggrediti, e il ministro della Salute Giulia Grillo ha annunciato un provvedimento per inasprire le pene nei casi di aggressioni nei pronto soccorso e negli ospedali ai danni del personale sanitario. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Rosarno, dove un medico anestesista è stato malmenato dai parenti di un uomo di cui aveva comunicato il decesso. Secondo un sondaggio di Anaao Assomed (Associazione medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale) il 65% dei dottori ha dichiarato di essere stato vittima di una aggressione. Una percentuale che cresce fino al 72,1% nel Sud e nelle isole. Ecco alcuni episodi avvenuti negli ultimi mesi

25 luglio, medico colpito alla testa con delle forbici

Nell’ospedale di Acireale lo scorso 25 luglio un medico è stato colpito più volte alla testa con delle forbici prelevate dalla sala gessi. L’aggressore è un paziente di 35 anni che era ricoverato nel reparto per una contusione a una caviglia.

29 giugno, dottoressa strattonata e buttata a terra

Lo scorso 29 giugno una dottoressa del presidio Asl di Frignano (Caserta) è stata aggredita all'interno dell'ufficio da un utente, che poi si è dato alla fuga. La donna ha riportato un trauma cranico e alcune contusioni dovute al fatto di essere stata strattonata per poi finire a terra.

3 giugno, aggredisce medico perché stanco di attendere il turno

Il figlio di un paziente, in attesa con codice giallo in un ospedale di Palermo, è entrato nella shock room e ha aggredito il medico di turno afferrandolo per il collo perché era stanco di attendere. Nel momento in cui il figlio aggrediva il medico, nell'altra sala un altro medico chiamava il padre per la visita. È intervenuta la polizia ed è stata sporta denuncia per aggressione e interruzione di pubblico servizio perché il medico, pur non avendo riportato particolari conseguenze fisiche, era in stato di shock, si è dovuto fermare e ha dovuto essere sostituito.

11 maggio, a Napoli aggressione al personale di un’ambulanza

Nel giro di due giorni, a maggio due episodi a Napoli: nel pieno centro della città, in piazza Municipio, un passante con un bastone di ferro ha rotto il vetro di un'ambulanza mentre stava trasportando un paziente in codice rosso. Il giorno precedente un uomo aveva aggredito con calci e pugni il personale del servizio di emergenza del 118.

Lascia paziente con l’influenza per un’emergenza, dottoressa presa a calci

In Sicilia, a Partinico, lo scorso marzo un giovane si era recato presso il pronto soccorso dell'ospedale per una influenza e aveva preteso di essere visitato senza attendere il proprio turno. L'infermiera si era avvicinata per spiegargli che era in corso un'emergenza, c’era un codice rosso che aspettava, ma l'uomo ha reagito con minacce e con due calci alla spalla e al petto, provocando delle lesioni alla donna.

Il sindacato Anaao: 65% medici vittima di aggressioni

A denunciare l’emergenza è stato di recente il sindacato Anaao Assomed (Associazione medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale). Su 1.280 operatori sanitari contatti, emerge che il 65% ha dichiarato di essere stato vittima di una aggressione. Un approfondimento a livello regionale evidenzia che la percentuale di aggressioni, sia fisiche sia verbali, cresce al 72,1% nel Sud e nelle isole. Dato ancora più allarmante per i medici che lavorano in Pronto Soccorso e 118, dove le stesse percentuali salgono all'80,2%. "Sono dati allarmanti, che caratterizzano una dirompente escalation di violenza, espressione della crescente difficoltà con cui i cittadini accedono alle prestazioni sanitarie erogate dal Ssn e la cui insoddisfazione e disperazione si riversa sugli operatori esposti in prima linea", commenta Anaao Giovani che chiede con forza un intervento da parte delle Istituzioni locali, regionali e nazionali.

"Medici non possono essere capro espiatorio del disfacimento del servizio sanitario"

L'Associazione chiede una presa di posizione da parte di sindaci, prefetti, Regioni e Ministero per individuare rimedi immediati e concreti: "I medici non possono rischiare la propria vita mentre lottano per salvare quella di altri, non possono essere il capro espiatorio del disfacimento di un servizio sanitario fatto di precariato non risolto, carenze croniche di organico occultate utilizzando giovani medici come tappabuchi, infrastrutture fatiscenti non atte ad accogliere pazienti e operatori, disorganizzazione ed incapacità gestionale".

In Veneto l’esperimento fischietti

Di recente è stato avviato anche un esperimento in Veneto, dove l'Ulss n.4, che ha competenza sui comuni della fascia nordorientale, ha fornito ai propri dipendenti un fischietto da usare in caso di emergenza. Medici e infermieri degli ospedali scongiureranno così il rischio di aggressioni da parte di esagitati e malintenzionati, sempre più frequenti negli ambulatori e nei reparti. Tra le altre iniziative degli ultimi mesi c'è il sodalizio di Pordenone "Un alpino per amico", che vede gli alpini scortare le guardie mediche, ma anche i corsi Ecm organizzati dall'Ordine di Udine e i corsi di autodifesa organizzati dagli ordini dei medici di Pavia e di Lecco.

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