
Le città d’Italia più inquinate da polveri sottili, la classifica di Legambiente
Venezia, Verona, Vicenza, Avellino, Brescia, Cremona e Treviso in testa per la presenza di PM10 nell’aria. Male la gestione dell’inquinamento nelle regioni della Pianura Padana. La Lombardia ha completato solo il 15% degli interventi anti-smog previsti, il Piemonte il 25%, Veneto ed Emilia-Romagna non arrivano al 40%. Tre le procedure d’infrazione europee attive nei confronti dell’Italia. L’associazione: “Pagare multa miliardaria, stimata tra gli 1,5 e i 2,3 miliardi di euro, o agire”

Undici città italiane hanno già superato a settembre il limite previsto per le polveri sottili nell’aria, oltrepassando la soglia annua dei 35 giorni con PM10 superiore ai 50 microgrammi al metro cubo. Emerge dal dossier “Mal’aria 2021 edizione speciale- I costi dell’immobilismo” di Legambiente
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Venezia e Verona sono in testa alla classifica delle città con l’aria peggiore, entrambe con 41 giorni di superamento dei limiti. Seguono Vicenza, 40 giorni di sforamento, Avellino e Brescia (39 giorni), Cremona e Treviso (38 giorni)
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Alessandria, Frosinone e Napoli hanno oltrepassato i limiti di PM10 per 37 giorni nel 2021, Modena per 36
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Entro la fine dell’anno rischiano di superare la soglia consentita anche Padova e Rovigo, che al 6 settembre totalizzavano 35 giorni di sforamento, Torino (34), Asti (33), Lodi e Reggio Emilia (32), Bergamo e Caserta (31) e Parma (30)
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Sorvegliata speciale la zona della Pianura Padana. Governo e regioni hanno stilato un piano per attuare misure antismog che diminuiscano l’inquinamento dell’aria nella zona. A oggi, la Lombardia, secondo il dossier, ha completato solo il 15% di interventi previsti. Il Piemonte si ferma a quota 25%, mentre Veneto ed Emilia-Romagna restano sotto il 40%

Legambiente segnala in particolare il ritardo nell’applicazione dei piani di risanamento dell’aria nella Pianura Padana, concordati fra il governo e le regioni della zona nel 2013 e nel 2017

"Il blocco stagionale delle auto più inquinanti, i diesel euro4, era previsto il primo ottobre 2020, ma è stato rinviato con la scusa del Covid-19”, dichiara Andrea Poggio, responsabile mobilità sostenibile Legambiente

Secondo Legambiente, al di là delle singole regioni, anche lo Stato non ha rispettato le promesse, completando solo il 15% delle misure anti-smog previste. La Commissione Europea ha già aperto tre procedure d’infrazione contro l’Italia per le alte concentrazioni di inquinanti nell’aria

L’Italia è già stata condannata per il superamento continuativo dei limiti di PM10 tra il 2008 e il 2017, per cui rischia una multa il cui importo deve ancora essere definito dalla Corte di Giustizia Europea. La cifra sarebbe compresa tra gli 1,5 e i 2,3 miliardi di euro

A questi, potrebbero aggiungersi le multe per le altre due procedure di infrazione in corso per i livelli di PM2,5 e NO2 presenti nell’aria. Le sentenze sono attese nei prossimi mesi

“L’Italia è davanti a un bivio: pagare una multa miliardaria oppure agire efficacemente e con urgenza per ridurre l’inquinamento nelle nostre città”, dichiara Legambiente, che sottolinea come il Paese resti fermo “in un immobilismo che potrebbe costarci molto caro”