Internet, Cina e Russia contro le VPN. Ecco di cosa si tratta

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Pechino e Mosca dichiarano guerra ai software che rendono anonima la navigazione in rete. Apple si adegua e rimuove 60 applicazioni dall'App Store cinese. Ecco come si attua la censura. FAQ

Dopo Pechino, anche Mosca legifera contro i software che rendono anonima la navigazione in rete. Il Presidente Putin ha siglato una legge in vigore dal prossimo novembre che proibisce l'uso di programmi di Virtual Private Network e l'utilizzo di altre connessioni protette (come quelle tramite server proxy). In Cina la guerra alle VPN (fatta eccezione per quelle usate dalle aziende) era stata dichiarata già in primavera. Nei giorni scorsi Apple si è adeguata eliminando le app di anonimizzazione dal proprio Store cinese. In entrambi i Paesi saranno ammessi servizi di anonimato autorizzati dai rispettivi governi.

Cos'è una VPN?

Virtual private network è una comunicazione diretta e criptata tra due dispositivi connessi a internet. Viene abilitata da un software che permette di creare un "tunnel" per aggirare il traffico internet ordinario, mascherando i dati trasmessi e ricevuti. La VPN garantisce connessioni sicure e permette di bypassare le limitazioni imposte ai fornitori di connettività da alcuni governi censori.

Cos'è una connessione tramite server proxy?

Alcuni servizi permettono di rendere anonime le proprie comunicazioni sostituendo all'indirizzo IP dell'utente quello di un server dedicato allo scopo. Le connessioni alla rete tramite server proxy creano un filtro dietro cui l'utente non è rintracciabile. In questo caso, però, le comunicazioni non sono criptate e chiunque sia connesso al server proxy può tecnicamente 'spiare' la navigazione altrui. I proxy Cgi (Common Gateway Interface), messi al bando da Putin, aggiungono un codice di cifratura alle comunicazioni, rendendole di fatto non controllabili. 

Putin contro proxy e VPN

Il provvedimento anti VPN approvato dalla Duma e firmato da Putin rinforza la legislazione sulla tutela dei dati in vigore dal 2015. La rete russa non è libera e tra i siti più celebri censurati c'è LinkedIn. L'uso dei servizi che impediscono alle autorità di essere riconosciuti è molto diffuso. Il giro di vite delle autorità russe alla libertà di navigazione ha coinvolto anche l'app di messaggistica più utilizzata da quelle parti, Telegram, cui è stata minacciata la sospensione del servizio prima che a fine giugno si rimettesse in regola aderendo alle disposizioni nazionali. Tutti coloro che vorranno offrire servizi di anonimizzazione, dovranno registrarsi e accettare il regolamento dell'autorità russa delle telecomunicazioni, Roskomnazdor.

Il tweet di EspressVPN, una delle app rimosse dall'App Store cinese

Cina e la ritirata di Apple

Pechino ha annunciato già in gennaio l'obbligo di una licenza governativa per i servizi di VPN consentiti nel Paese. Il 29 luglio Apple ha rimosso dalla propria versione cinese dell'App Store almeno sessanta servizi di VPN, suscitando più di una polemica (soprattutto da parte dei difensori dei diritti civili e della libertà di espressione come Edward Snowden). Le connessioni che consentono di aggirare la grande muraglia censoria sono molto ricercate dagli utenti cinesi, cui è preclusa una larga parte dell'internet internazionale, a partire dalla BBC per finire con molte ricerche sulla versione locale di Google. Recentemente anche il servizio di messaggistica Whatsapp è stato parzialmente bloccato da Pechino. 

Il tweet di Edward Snowden

I motivi della guerra alle VPN

Sia la Russia sia la Cina non sono in prima fila quando si tratta di libertà di espressione e di informazione pluralista. La diffusione dei servizi di anonimizzazione nei due Paesi descrive una rete molto controllata per gli utenti che si accontentano dei fornitori di connettività locali. Ci sono però anche motivazioni specifiche che giustificano queste azioni di rafforzamento di legislazioni già liberticide. A Pechino il prossimo autunno si terrà il diciannovesimo Congresso del partito comunista. In Russia invece nello stesso periodo entrerà nel vivo la campagna elettorale che porterà all'elezione del nuovo Presidente, prevista nel marzo 2018.

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