Cina, censura parziale (e temporanea) per WhatsApp

Dalle prime ricostruzioni le difficoltà non deriverebbero da inconvenienti tecnici, ma da una precisa decisione da parte del governo cinese (Getty Images)
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L'applicazione di messaggistica istantanea, tollerata nel Paese, per ore non consentiva l'invio di immagini, audio e video. I messaggi di testo, però, hanno continuato a funzionare regolarmente

Whatsapp potrebbe essere l'ultima vittima della censura cinese. Secondo quanto riportato da diversi utenti, infatti, l'applicazione di messaggistica istantanea ha fatto riscontrare malfunzionamenti nelle ultime ore: i maggiori problemi sono stati ravvisati nell'invio di immagini, audio e video, mentre i messaggi di testo hanno continuato a funzionare, salvo alcuni casi isolati. Dalle prime ricostruzioni le difficoltà non deriverebbero da inconvenienti tecnici, ma da una precisa decisione da parte del governo cinese.

Censura selettiva

Quella applicata dalle autorità cinesi a Whatsapp sarebbe dunque una sorta di "censura selettiva". Diverse le ragioni alla base del malfunzionamento delle ultime ore. Il blocco potrebbe infatti rientrare nel contesto dei preparativi per il prossimo congresso del Partito comunista; oppure collegarsi alla sistematica cancellazione di tutte le immagini e delle commemorazioni di Liu Xiaobo - l'attivista Premio Nobel per la pace, scomparso la settimana scorsa per un cancro dopo anni di detenzione - eseguite dal governo non solo sull'applicazione di proprietà di Facebook, ma anche sui social e su WeChat (equivalente cinese di Whatsapp).

Allarme rientrato

La notizia del blocco cinese all'invio di video, immagini e audio via Whatsapp – blocco che secondo testimoni sarebbe durato diverse ore, anche se non tutti concordano – è stata riportata da diversi media internazionali tra cui il britannico "Guardian".  Secondo il quotidiano francese "Le Monde", comunque l'applicazione sarebbe tornata a funzionare in tutto e per tutto.

La tecnica del "Great Firewall"

Piuttosto che bloccare direttamente l'applicazione, la Cina avrebbe optato per il cosiddetto "Grand Firewall": una tecnica più sottile che censura solo i contenuti multimediali e lascia invece "passare" i messaggi di testo. Attualmente, Whatsapp è l'unico servizio della compagnia di Mark Zuckerberg che funziona regolarmente in Cina, anche se viene utilizzato soltanto da una minoranza di utenti. Facebook risulta bloccato dal 2009, mentre Instagram dal 2014.

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