Energy drink, è boom anche in Italia. Ecco i rischi per la salute

Centinaia di lattine in uno stabilimento che produce energy drink (Getty Images)
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Ricche di caffeina e zuccheri, le bevande energetiche sono particolarmente amate tra i più giovani, ma nascondono anche rischi e pericoli. Negli Stati Uniti un ragazzo di 16anni è morto per una crisi cardiaca dopo averne bevuti troppo

Dopo il caso del ragazzo di 16 anni morto negli Stati Uniti per una crisi cardiaca in seguito all'assunzione di tre energy drink ci si torna a interrogare sui possibili rischi di queste bevande particolarmente popolari anche in Italia. Nel nostro paese sono comparsi circa una quindicina di anni fa e sono particolarmente popolari tra i giovani di sesso maschile. 

Diffusione degli energy drink: come mai?

Le bevande energetiche sono commercializzate in oltre 165 Paesi. Nel nostro quasi un adolescente su tre le consuma abitualmente, almeno secondo la stima effettuata dall'ultimo studio Espad coordinato da Sabrina Molinaro, ricercatrice del Cnr. Sono apprezzate in particolare da due categorie: da chi trascorre lunghe notti in discoteca, alla ricerca di dosi massicce di caffeina che possano tenerli svegli per ore; e dagli studenti, per i loro veri (o presunti) effetti positivi sulla concentrazione in vista degli esami. Secondo una ricerca dell'Università di Messina, a consumarli con regolarità sarebbe il 57 per cento degli studenti.

Cosa contengono gli energy drink

L'Unione nazionale consumatori, che qualche anno fa aveva messo in guardia sui rischi legati agli energy drink, li ha "scorporati" in composti. Oltre all'acqua, ingrediente presente in maggiore quantità, tutte queste bavande contengono più o meno le stesse sostanze: caffeina (lo stimolante principale, presente in quantità dal 150 al 300 per cento in più rispetto alla "Coca Cola"), taurina, un componente che sembra migliorare la capacità durante gli sforzi, e zuccheri; in minori quantità altri stimolanti come il guaranà e integratori come la carnitina.

Rischi per la salute legati all'eccessiva assunzione

Un recente studio pubblicato negli Usa sottolinea come le bevande energizzanti influenzerebbero sull'attività cardiaca e la pressione sanguigna. In Italia, già cinque anni fa il Dipartimento politiche antidroga parlava chiaro: "molti giovani italiani arrivano ad assumere anche tra gli 8 e 15 drink in una serata, immettendo nel fisico una quantità di caffeina che può arrivare fino a 1.500 mg e che se unita contemporaneamente ad alcol, anfetamina, cocaina o cannabis può dare luogo ad un mix estremamente dannoso per la salute".

Cosa comporta l'abuso di caffeina

L'abuso di caffeina – dicono gli esperti – può portare a nausea e vomito, tachicardia, ipertensione, agitazione, tremore, vertigini e dolori toracici. La soglia limite giornaliera per gli adulti è di circa 200 mg, ossia tre tazze di caffè; per i ragazzi meno della metà, l'equivalente di due lattine di "Coca Cola". Il meno potente tra gli energy drink in commercio contiene 50 mg di questa sostanza, il più forte 505: equivale quindi a sette tazze di caffè, circa cinque volte oltre il limite per i più giovani.

Maggiore diffusione tra i maschi

A bere le bevande energizzanti sono soprattutto i ragazzi (in percentuale doppia rispetto alle coetanee), e le regioni in cui si consumano di più sono Trentino Alto Adige, Veneto, Abruzzo e Sicilia. Da non sottovalutare inoltre il frequente consumo di queste bevande mescolate agli alcolico, un cocktail molto amato, ma che rappresenta seri rischi per la salute. 

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