Venezuela, si insedia Costituente. Scarcerato Ledezma

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Il fondatore del partito "Alianza Bravo Pueblo", tra i principali oppositori e in attesa della sentenza, torna agli arresti domiciliari. Rimane per ora in carcere Leopoldo López, altra guida degli oppositori al governo di Maduro

Antonio Ledezma, uno dei principali leader dell'opposizione in Venezuela, è stato scarcerato e portato nuovamente nella sua casa, dove è detenuto gli arresti domiciliari. A dare la notizia è stata via Twitter la moglie Mitzy Capriles. La notizia arriva nel giorno l'assemblea costituente si è insediata subito dopo il giuramento. Ledezma e l'altro oppositore al governo Leopoldo López erano stato portati via dalle loro abitazioni lo scorso martedì dagli uomini del Sebin, i servizi segreti venezuelani.  

Ledezma ai domiciliari

Dopo essere stato prelevato martedì scorso dagli agenti dell'intelligence venezuelana, Antonio Ledezma, è uscito oggi dal carcere: La moglie dell'ex sindaco di Caracas, dopo aver annunciato la notizia con un tweet, ha scritto: "Antonio è tornato con l'angoscia del fatto che Leopoldo e oltre 600 prigionieri politici rimangono in cella". Ledezma si trova agli arresti domiciliari dal febbraio 2015, con l'accusa di cospirazione per rovesciare il governo del presidente venzuelano Nicolás Maduro.  

La situazione di Leopoldo López

Non si hanno, invece, ancora notizie dell'altro leader dell'opposizione venezuelana, Leopoldo López, da quando martedì è stato prelevato dagli agenti del Sebin. L'avvocato spagnolo Javier Cremades, che fa parte del team di difesa dell'esponente politico ed attivista, ha usato l'espressione "totale incertezza" per definire la situazione del suo assistito. "Si tratta di una sopraffazione incredibile. Non abbiamo notizie sul luogo in cui si trova: riteniamo sia nel carcere militare di Ramo Verde ma neanche questo è stato confermato ufficialmente". Cremades non è rimasto stupito dal nuovo arresto di López e ha affermato che l'entourage e la famiglia del leader se lo aspettavano da un momento all'altro. Sia López che Ledezma erano stati incarcerati perché accusati di aver violato le condizioni imposte dagli arresti domiciliari per fare propaganda politica. Il Tribunal Supremo de Justicia aveva anche comunicato che, secondo i servizi segreti del Paese, i due leader avevano preparato un piano di fuga e dovevano quindi essere trasferiti in carcere. L'avvocato di López, che deve scontare una condanna di 14 anni per incitamento alla violenza, ha definito la motivazione addotta "una falsità assoluta". "Tutto il mondo sa che Leopoldo ha deciso di consegnarsi spontaneamente alla giustizia e combattere così il regime".

Tensione alta nel Paese

Dopo la sanguinosa giornata elettorale per l'elezione dell'Assemblea Costituente voluta da Maduro, la tensione in Venezuela resta alta. Sulla scia della vittoria, il presidente venezuelano aveva annunciato misure contro Parlamento e procura. E proprio la procura ha aperto un'inchiesta su possibili brogli elettorali e la procuratrice Ortega Diaz ha paventato anche la possibilità che il comportamento del comitato elettorale possa scatenare nuove violenze, dopo i morti nel giorno del voto. Anche la Santa Sede è intervenuta sulla questione venezuelana: Papa Francesco, attraverso la segreteria di stato Vaticana ha chiesto "il pieno rispetto dei diritti umani". Mentre la totale mancanza di notizie sulle condizioni di Leopoldo López, principale leader della Mesa de la Unidad Democrática, il fronte comune anti-Maduro, alimenta il clima acceso di conflitto nel Paese sudamericano.  

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