Venezuela, la polizia arresta due leader dell'opposizione

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Paese sull'orlo della guerra civile dopo l'elezione della nuova Assemblea costituente: sono 121 i morti nella repressione da aprile, 14 nel solo giorno del voto. Usa annuncia sanzioni, e Maduro risponde: "Non obbedisco a ordini imperialisti"

Il Venezuela è sull'orlo di una guerra civile dopo l'elezione della nuova Assemblea costituente: sono 121 i morti nella repressione da aprile, 14 nel solo giorno del voto. E la stretta di Maduro contro Parlamento, stampa e opposizione continua ad inasprirsi. Nella mattinata del primo agosto la polizia ha infatti arrestato i due leader dell'opposizione venezuelana, Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma.

Arrestati leader dell’opposizione

Nei giorni scorsi i due leader avevano fatto appello ai venezuelani a unirsi alle proteste contro Maduro per la creazione dell'assemblea costituente, eletta domenica attraverso un voto criticato in tutto il mondo come un attacco alle libertà. E oggi sono stati prelevati dalle loro abitazioni, come riferiscono i famigliari.


 

"12,27 del mattino: il momento in cui la dittatura rapisce Leopoldo in casa mia", ha scritto su Twitter la moglie di Lopez, Lilian Tintori, che ha incluso un link a un video in cui sembra che il marito venga portato via su un furgone con la scritta Sebin, l'agenzia di intelligence venezuelana. 


Vanessa Ledezma, figlia di Leopoldo, ha invece scelto di postare sui social un appello nel quale, in italiano, chiede di "agire subito".


Lopez e Ledezma

Lopez aveva ottenuto il mese scorso i domiciliari dopo tre anni di carcere per il ruolo avuto nelle proteste popolari anti-governative nel 2014. Ledezma, invece, aveva ottenuto i domiciliari nel 2015 dopo essere stato incarcerato con l'accusa di avere guidato un golpe contro Maduro.

Le sanzioni Usa

Forti critiche contro la repressione messa in atto dal presidente Madutro sono arrivate da Ue e Italia, con il premier Gentiloni che ha definito gli arresti inaccettabili. Ancora più forte la reazione degli Usa che hanno annunciato pesanti sanzioni contro il Paese. Il Tesoro statunitense ha intanto congelato tutti i conti che il presidente potrebbe avere negli Usa e gli ha impedito l'ingresso nel Paese. Il presidente venezuelano si somma così alla lista di capi di Stato considerati dittatori dagli Usa, il siriano Bashar al-Assad, Robert Mugabe, il presidente dello Zimbabwe, e il leader nordcoreano, Kim Jong-Un.

Maduro: non obbedisco a ordini imperialisti

Minaccia, questa, respinta al mittente da Maduro che ha così commentato: "Non obbedisco a ordini imperialisti, non obbedisco a governi stranieri. Io sono un presidente libero". E ha aggiunto: "Negli Stati Uniti è possibile divenire presidente con tre milioni di voti in meno che l'avversario. Questa è la famosa democrazia", ha detto di fronte a un grippo di sostenitori, in un evento rilanciato dalla tv. 


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