Dall'Europa al Canada, l'emergenza incendi colpisce tutto il Mondo

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Roghi di vaste dimensioni in cinque paesi del Vecchio Continente, tra cui l'Italia. Ma le fiamme hanno raggiunto anche il Canada, costringendo le autorità a dichiarare lo stato di emergenza nella zona della Columbia Britannica

L'Europa brucia in questo inizio estate 2017. Il clima secco e i forti venti stanno causando incendi di vasta portata in diverse zone boschive del Vecchio continente. Non soltanto l'Italia, anche Francia, Portogallo, Spagna, Croazia e Montenegro sono alle prese con i roghi e con un'emergenza che non accenna a rientrare. Ma la situazione non migliora neppure oltreoceano: in Canada, nella zona della Columbia britannica, circa 40mila persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni a causa delle fiamme. 

I Paesi colpiti

Sono almeno cinque i Paesi devastati dalla potenza dei roghi che, sostengono gli esperti, nel 95% dei casi sarebbero causati dalla mano dell'uomo con intenti dolosi o dovuti a semplici disattenzioni. Oltre all'Italia, dove il fuoco sta colpendo diverse zone specialmente nel Centro-Sud, anche Francia, Portogallo, Croazia e Montenegro sono in pieno allarme incendi. Nella regione Atlantica sono circa 1400 i vigili del fuoco impegnati, insieme ai mezzi aerei, nel tentativo di spegnare tre nuovi grandi incendi in Portogallo, dove lo scorso giugno i roghi hanno causato la morte di 64 persone nella zona centrale del paese.

Francia: devastati 100 ettari vicino Nizza

Resta alta l'allerta a Castagniers, 16 km a nord di Nizza, dove un grosso incendio ha devastato la zona provocando la rovina di circa 100 ettari di terreno. Per sedare le fiamme i pompieri francesi hanno dovuto lavorare tutta la notte tra il 17 e il 18 luglio, riuscendo a spegnere il fuoco solo alle prime luci dell'alba. Si è trattato del più grave incendio nella zona dal 2003, episodio per il quale è stata necessaria la mobilitazione di 450 pompieri e 3 Canadair. Sempre il 17 luglio, 200 ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo a Bonifacio, nella Corsica meridionale. Sempre sull'isola si sono inoltre verificati roghi nelle località di Santa Reparata di Balagna e Lucciana.

La situazione in Croazia

Sembrerebbe invece essere diminuito il livello di allarme in Dalmazia, nell'aria vicino Spalato, dove un incendio durato due giorni ha devastato larghe parti del territorio. Proprio il 17 luglio i quartieri periferici a est della città croata erano quasi stati raggiunti dalle fiamme provenienti dai boschi circostanti, alimentate dalla forte bora. Il rogo ha causato la distruzione di alcune automobili coinvolgendo anche la discarica per i rifiuti nel quartiere di Karepovac. La lingua di fuoco, lunga 15 chilometri, ha interessato una lunga fascia di terra che da Spalato arriva fino alla cittadina di Almissa. Circa ottanta persone, tra cui molti vigili del fuoco, si sono rivolti al pronto soccorso per la cura di alcune ferite lievi. Molto più gravi, invece, i danni alla vegetazione per cui si stima una distruzione di 4500 ettari tra zone boschive e macchia mediterranea. Secondo fonti giornalistiche nei villaggi che sovrastano il capoluogo della Dalmazia le fiamme hanno distrutto una decina di case.

Il caso canadese

Non è migliore rispetto all'Europa la situazione oltreoceano dove i maggiori danni, finora, si sono registrati in Canada. Nella zona della Columbia Britannica le autorità hanno dichiarato lo stato d'emergenza e circa 40mila persone sono state costrette ad abbandonare le loro case, messe in pericolo da oltre 160 incendi esplosi nella zona. L'allarme più importante è quello registrato nella città di Williams Lake dove è stato emanato un ordine di evacuazione generale della popolazione cittadina e delle aree circostanti, obbligando circa 16mila persone a lasciare le proprie abitazioni.

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