Corte Suprema: "muslim ban" valido per chi non ha legami con gli Usa

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I giudici hanno deciso che esamineranno il provvedimento che vieta l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sei Paesi a maggioranza musulmana. Intanto alcune parti del bando posso rientrare in vigore. Trump: "Vittoria per la sicurezza nazionale"

La Corte Suprema americana ha deciso che a ottobre, quando verranno ascoltate le parti, esaminerà il provvedimento dell’amministrazione Trump che vieta l'ingresso negli Usa ai cittadini di sei Paesi a maggioranza musulmana. Nel frattempo alcune delle disposizioni contenute nel provvedimento, bloccato da alcuni giudici federali, possono rientrare in vigore.

In vigore solo per chi non ha “legami” con gli Usa

L’Alta Corte ha stabilito che per ora il muslim ban si può applicare solo alle persone che non hanno legami con una persona o con un’entità negli Usa: il governo di Trump potrà quindi negare l'ingresso nel Paese a chi non ha familiari sul territorio o a chi non abbia già trattato un’entrata per scopi lavorativi.

Il giudizio sull’interno bando

La Corte Suprema dovrà decidere se bocciare o no l’intero bando, considerato dal presidente americano una tutela della sicurezza nazionale. Per questo alcune parti del provvedimento rientrano in vigore fino a quando la Corte deciderà sulla legalità complessiva delle misure, anche se tre dei “saggi” dell'Alta Corte, tra cui Neil Gorsuch (nominato da Donald Trump), avrebbero preferito un ripristino integrale della norma.

Trump: “Vittoria per sicurezza nazionale”

La decisione della Corte Suprema sul bando "è una chiara vittoria per la nostra sicurezza nazionale": lo afferma il presidente americano, Donald Trump, in una dichiarazione diffusa alla stampa.
"La mia prima responsabilità come Commander in chief è quella di garantire la sicurezza degli americani e la decisione di oggi mi da' uno strumento importante per farlo", ha aggiunto il tycoon.

 

La reazione dell’ACLU

''Ci vediamo in tribunale. #NoMuslimBanEVER''. Così l'associazione per le libertà civili americane, l'American Civili Liberties Union, ha commentato su Twitter la decisione della Corte Suprema.

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