Digital News Report 2017, l’informazione tra boom mobile e WhatsApp

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Secondo l’ultimo studio del Reuters Institute for the Study of Journalism, sempre più utenti si informano sugli smartphone, preferendo le app di messaggistica ai social network. Diffidenza nei confronti dei social media. SkyTG24 tra i top brands

Continua il boom dei dispositivi mobili per accedere alle notizie online: in molti paesi gli smartphone hanno ormai superato i personal computer. Resta molto bassa, invece, la fiducia nelle fonti di informazione, soprattutto per le notizie provenienti dai social media (solo 1 su 4 le considera affidabili). In compenso, si fa sentire l’effetto Trump con la crescita di donazioni e abbonamenti per testate autorevoli (negli Usa si è passati dal 9 al 16%). 

Sono questi alcuni dei principali dati del Digital News Report 2017 realizzato dal Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford. Lo studio ha coinvolto 70.000 persone in 36 paesi, Italia inclusa, e rappresenta la più completa analisi sullo scenario dell’informazione globale. 

 

 

La (s)fiducia nell’informazione

Nell’anno in cui le “fake news” e la “post-verità” si sono imposte nel dibattito pubblico, il report si focalizza su come i cittadini percepiscono la qualità dell’informazione. I risultati non sono confortanti: solo 1 persona su 4 (24%) crede che sui social media i fatti vengano raccontati in maniera adeguata; la percentuale è più alta per gli altri media (40%), ma comunque al di sotto della sufficienza. “Internet e i social media possono avere inasprito il fenomeno delle ‘fake news’ - scrive Nic Newman, uno degli autori del report - ma in molti paesi la sfiducia è dovuta alla polarizzazione politica e alla faziosità delle principali testate”. Più che Internet e i social media, quindi, questo fenomeno secondo gli autori della ricerca ha radici molto più profonde. Il che, notano sempre gli autori, è vero soprattutto in quei paesi come l’Italia, gli Stati Uniti e l’Ungheria, dove da tempo si registrano alti livelli di polarizzazione politica.

Mobile boom

In molti paesi i dispositivi mobili sono diventati la principale porta d’accesso alle informazioni. Questa crescita sta cambiando i modi in cui le notizie vengono distribuite: cresce l’uso delle notifiche push e anche quello delle app, soprattutto gli aggregatori come Apple News, Flipboard o Snapchat Discover. La pervasività degli smartphone cambia anche le abitudini di consumo: sempre più persone ora leggono le notizie a letto (46%), in bagno (32%) o sui mezzi di trasporto (42%).

Dopo aver toccato il picco nel 2016 in molti paesi, quest’anno l’uso dei social media per accedere all’informazioni online ha fatto registrare un rallentamento in diversi paesi, tra cui Italia (-5%), Australia (-6%), Brasile (-6%). 

 

Algoritmi e messaggistica

Secondo gli autori del report, questo rallentamento potrebbe essere dovuto in parte a un cambiamento negli algoritmi di Facebook avvenuto nel corso del 2016, quando il gigante dei social media ha iniziato a dare più visibilità ai contenuti di amici e parenti, rispetto ai grandi brand dell’informazione. Altra motivazione plausibile è la crescita delle app di messaggistica: gli utenti spendono meno tempo su Facebook e Twitter a favore di WhatsApp, Messenger e Snapchat.

Circa un intervistato su quattro (23%) afferma di trovare, condividere e discutere le notizie sulle app di messaggistica, soprattutto in America Latina e Asia. In alcuni paesi, come la Malesia, questa percentuale sale fino al 51%. 

Fake news e notizie a pagamento

Il dibattito sulle fake news esploso dopo l’elezione di Donald Trump ha generato un ritorno positivo sui mezzi di informazione tradizionali: molte testate hanno visto crescere gli abbonamenti, soprattutto negli Stati Uniti dove in un anno si è passati dal 9 al 16%. Più che triplicate anche le donazioni. 

 

Una dieta più varia

Il report mette poi in discussione le cosiddette “filter bubble” (bolle di filtraggio), espressione con sui indica la propensione dei social media a offrirci informazioni che rispecchiano solo il nostro punto di vista. In realtà, sottolineano gli autori del report, i dati dimostrano che sempre più utenti incontrano notizie “casualmente” da fonti che non conoscono. Questo avviene per lo più sui social media e gli aggregatori di notizie. 

 

La situazione in Italia

Nella classifica sulla fiducia nei media, l’Italia si trova nella parte medio-bassa: solo il 39% si fida delle notizie, a fronte del 62% della Finlandia (prima in classifica) e del 24% della Corea del Sud. Secondo gli autori del report, questo dato è dovuto alla forte polarizzazione politica e alla natura “partigiana” di alcune testate giornalistiche.

In Italia, per altro verso, non è ancora avvenuto il sorpasso degli smartphone sui computer registrato in altri paesi, ma la tendenza degli ultimi anni fa supporre che presto potrebbe arrivare questo momento: il 48% accede alle news via smartphone, a fronte del 51% via computer. Diminuisce la percentuale di cittadini che paga per accedere alle notizie online (12%, -4% rispetto all’anno scorso), mentre resta stabile la quota di chi usa un ad-blocker: 1 italiano su 5. 

 

 

SkyTG24 tra i top brand

Per quanto riguarda il mercato italiano, SkyTg24 si conferma anche quest'anno tra i top brand sia tra le fonti di informazioni come tv, radio, stampa sia tra i siti di news.

 

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