Trump: “Negli Usa entra chi ci ama”. E annuncia “zone sicure” in Siria

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In un comizio a Melbourne, in Florida, il presidente degli Stati Uniti ha difeso nuovamente il Muslim Ban, dicendo che a giorni arriverà un nuovo decreto. Ha auspicato la costruzione di “safe zone” nelle aree di guerra e attaccato i media “nemici degli americani”

La sicurezza, la costruzione di “zone sicure” in Siria, le fake news. Nel suo comizio a Melbourne, in Florida, davanti a migliaia di sostenitori Donald Trump ha ribadito la sua difesa del Muslim Ban, annunciando che “a giorni” arriverà una nuova misura: ''Vogliamo che entri chi ama il nostro Paese”. E ha attaccato i media, definiti su Twitter “nemici degli americani”. A introdurre il presidente è stata la first lady Melania che, prima di lasciargli la parola, ha detto che si impegna ad agire nell'interesse di tutti gli americani e a portare avanti iniziative che riguarderanno le donne e i bambini.

 

“Entra chi ci ama” - La ''sicurezza è un diritto civile, e ci batteremo per rendere l'America di nuovo sicura''. Donald Trump torna a parlare del bando degli arrivi da sette Paesi a maggioranza musulmana e critica la decisione della Corte d'appello di sospenderlo, rilanciando: ''Non molleremo, a giorni arriverà una nuova misura. Vogliamo far entrare chi ama il nostro Paese e rispetta i nostri valori''. E, dopo le polemiche di metà gennaio, aggiunge: ''Sono un fan della Nato, ma molti dei Paesi che ne fanno parte non pagano la loro parte''

 

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Viaggiatori tutelati e nessun blocco per la carta verde - Il bando-bis dovrebbe essere più preciso per evitare nuovi intoppi e problemi giudiziari. La misura, secondo indiscrezioni, riguarderebbe i sette Paesi del precedente decreto, ma assicura che non ci siano blocchi per chi è in viaggio verso gli Usa quando il decreto entrerà in vigore e dovrebbe escludere dalla stretta i possessori della carta verde. John Kelly, il segretario al Dipartimento per la Sicurezza nazionale, fa sapere che ''il presidente sta contemplando un decreto, al quale questa volta avrò la possibilità di lavorare'', assicurando che ''nessuno resti bloccato nel sistema mentre è in transito, come accaduto con il primo decreto”. 

 

“Safe zone in Siria” - Il presidente americano si spinge oltre, dicendo di voler costruire delle safe zone in Siria per ospitare la popolazione fino a che non potranno tornare nelle loro città. A pagarle, secondo il presidente, saranno i Paesi del Golfo, ai quali i soldi non mancano. Non è ancora chiaro se il bando-bis in esame includa anche il blocco indefinito per i rifugiati siriani. 

 

L'attacco ai media

 

I media nemici e i tagli - Melbourne diventa anche l'occasione per attaccare i “media disonesti”, etichettati su Twitter come “nemici degli americani”: “Voglio parlarvi senza i filtri delle fake news”, ha detto Trump, definendo gli organi d’informazione ''parte del problema, del sistema corrotto che combattiamo. La loro agenda non è la vostra agenda''. Nel primo budget del presidente, secondo indiscrezioni, potrebbero esserci tagli drastici a programmi come quello a sostegno delle arti e il Corporation for Public Broadcasting, che distribuisce parte del suo bilancio a reti televisive e radio locali.

 

Il post-Flynn - Il comizio a Melbourne arriva nel terzo fine settimana consecutivo di Trump a Mar-A-Lago, la “Casa Bianca d'inverno”, giorni cruciali per la scelta del prossimo consigliere alla Sicurezza nazionale dopo le dimissioni di Mike Flynn. Il presidente vedrà nelle prossime ore i quattro candidati all'incarico: l'ex ambasciatore degli Stati Uniti all'Onu John Bolton, il luogotenente generale dell'Esercito H. R. McMaster, il luogotenente generale responsabile di West Point Robert Caslen e il luogotenente generale in pensione Keith Kellogg.


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L’agenda verde - Potrebbero essere in arrivo anche nuove misure per smantellare l'agenda verde di Obama. Trump potrebbe firmare martedì due decreti per ribaltare le politiche dell'amministrazione precedente sul controllo del diossido di carbonio e dell'inquinamento delle acque, aprendo una nuova era per l'Agenzia per la Protezione Ambientale (Epa). 

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