Lufthansa: "Nessuna intenzione di acquistare Alitalia"

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L'azienda tedesca smentisce le indiscrezioni. Iniziato l'iter verso il commissariamento. Si pensa a un prestito ponte con l’Ue per assicurare sei mesi di gestione. Padoan: "Governo indisponibile ad aumento capitale". La compagnia aerea assicura: “Nessun impatto su voli”

"Abbiamo una chiara intenzione di non acquistare Alitalia". Ha risposto così il direttore finanziario di Lufthansa, Ulrik Svensson, a una domanda sulla posizione del colosso tedesco nei confronti del gruppo italiano, come riporta Bloomberg. Non ci sarebbe dunque la volontà da parte del gruppo di rilevare la compagnia di bandiera del nostro Paese, come invece si era pensato nelle ultime ore anche se le indiscrezioni su un'eventuale acquisizione di Alitalia da Lufthansa non avevano mai trovato conferma dalla Germania. La compagnia italiana intanto ha fatto sapere che le novità degli ultimi giorni "non hanno impatto sui voli, ora e in futuro". 

Padoan: "Governo indisponibile ad aumento capitale"

Intanto il governo italiano ha fatto sapere che "non è disponibile a partecipare direttamente o indirettamente ad un aumento di capitale della società”, secondo quanto riferito dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, durante il question time alla Camera sul possibile coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti in Alitalia. "L'eventuale intervento finanziario dello Stato sarebbe finalizzato esclusivamente ad evitare l'interruzione delle attività”. E comunque l’eventuale intervento pubblico avverrebbe “nel rispetto delle disposizioni nazionali ed europee sugli aiuti di Stato”. Padoan ha assicurato “massima tempestività sulla nomina dei commissari straordinari”, escludendo comunque che ci possano essere trattamenti di favore per le low cost con risorse statali. Il ministro ha infine ricordato che “Alitalia è un’impresa privata e l'esito della sua attività è ascrivibile esclusivamente alle scelte degli azionisti e del management". 

 


 

Alitalia: nessun impatto su voli, ora e in futuro

In questi giorni di difficoltà, Alitalia ha comunque ribadito che "non vi è stato e non vi sarà alcun impatto dell'attuale situazione sull'operatività e sulla programmazione dei voli operati dalla compagnia. I voli e i servizi si svolgeranno come previsto e senza alcuna modifica. I biglietti già acquistati sono quindi pienamente utilizzabili e sul sito web della compagnia sono disponibili e prenotabili tutti i voli futuri". Inoltre i frequent flyer Alitalia possono continuare ad accumulare e spendere, come di consueto, le miglia per i voli e i servizi della compagnia.

Verso il commissariamento

Dopo il referendum e la bocciatura dei dipendenti del pre-accordo tra azienda e sindacati, per Alitalia si apre quindi una prospettiva incerta e la compagnia, intanto, va verso il commissariamento, con il cda che ha dato il via alle procedure. L’assemblea dei soci per deliberare sulla questione, secondo quanto si apprende, si svolgerà in seconda convocazione il 2 maggio. L’assemblea dovrà approvare la proposta del cda di andare al commissariamento, il secondo dopo quello del 2008, oppure esprimere la volontà di percorre altre strade.
Calenda aveva anche ribadito che “il nuovo commissario deve assicurare la continuità dell'azienda e poi trovare un acquirente per Alitalia che sappia gestirla”.  Per il ministro, l’unica soluzione, ad oggi, “sarà avere un prestito ponte dallo Stato, intorno ai 300 - 400 milioni per assicurare sei mesi di gestione".

No alla nazionalizzazione

Sulla questione Alitalia, il premier Paolo Gentiloni, il 26 aprile, ha ribadito che “sulla questione Alitalia bisogna dire la verità. L'ho già detta prima, lo dico anche adesso: non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione”. Poi, Gentiloni ha ricordando che “l’esito del referendum rende più difficile la sfida”. Dello stesso parere del premier, anche il ministro del lavoro Poletti che ha ribadito, ai microfoni di Sky TG24 che “la nazionalizzazione di Alitalia è esclusa”.

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