Turismo, Italia prima in Europa nel 2025 con 479 milioni di presenze. I dati

Economia
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Introduzione

Nel 2025 le presenze turistiche in Italia hanno superato il record del 2024, attestandosi a 479,3 milioni (+2,3% annuo), mentre gli arrivi totali stimati hanno raggiunto quota 146,3 milioni (+4,7%). Numeri che collocano il Paese ai vertici dell'Europa

Quello che devi sapere

I dati

Allo stesso tempo, l'Italia fa segnare il più alto livello di saturazione turistica del continente: ha registrato il 40% di occupazione nell'estate dello scorso anno, superando Spagna (38,5%), Francia (37,2%) e Grecia (36,8%). È questo il quadro delineato dal nuovo report dell’Osservatorio Turismo di Visit Italy, presentato in occasione dell’edizione 2026 di Bit (Borsa Italiana del turismo).

 

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La presenza di viaggiatori stranieri

In base all’analisi, nel corso del tempo è cambiata anche la composizione della domanda. I viaggiatori stranieri rappresentano ormai oltre il 55% dei flussi complessivi, mentre il turismo domestico mostra segnali di rallentamento. Stringendo la lente sul terzo trimestre, infatti, gli arrivi stranieri sono cresciuti dell'1,6% e le presenze del 3,9%, mentre gli arrivi italiani sono calati del 3,9% e le presenze dell'1%. Questa dinamica strutturale rafforza il peso dei mercati internazionali, in particolare su alcune grandi città.

 

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Quanto si spende

Gli stranieri inoltre restano più a lungo e spendono di più: la permanenza media sale a 3,6 notti e la spesa media per viaggiatore raggiunge 930 euro, generando una spesa complessiva stimata in oltre 60 miliardi di euro. Tale evoluzione rileva leggeri segnali di superamento del turismo mordi e fuggi a favore di soggiorni più lunghi e ad alto valore.

Da dove arrivano gli stranieri

I flussi aerei analizzati nell'Osservatorio di Visit Italy mostrano che chi viaggia in Italia proviene soprattutto da Regno Unito (1,6 milioni di arrivi, 15% del totale), Usa (1,2 milioni, 11%) e Germania (1 milione, 10%). Per il 2026 è poi prevista una ripresa del turismo asiatico.

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Aumenta la spesa degli stranieri

A livello di spesa, inoltre, quella dei turisti extra-Ue cresce più velocemente (+6,8%) rispetto a quella degli europei (+4,2%). Tra gli aeroporti, Fiumicino, Malpensa e Capodichino guidano il traffico aeroportuale, con l'estate che registra 27 milioni di viaggiatori totali. Tra questi, 18,6 milioni sono internazionali.

Come si pianifica il viaggio

Tra gli altri fenomeni, negli ultimi anni, in base a quanto emerge dal report, si è verificato anche un cambiamento nel modo di pianificare il viaggio. Il 65% dei viaggiatori prenota online, percentuale che sale al 79% tra la Generazione Z. In più, l’intelligenza artificiale è già entrata nel processo decisionale di un turista su tre, supportando la scelta delle destinazioni e la costruzione degli itinerari. La finestra di prenotazione si allunga e il viaggio diventa sempre più digitale e guidato dai dati. 

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Le mete preferite

Guardando alle preferenze dei viaggiatori, il mare resta la scelta primaria (31%), seguito da montagna (28% e in crescita costante), città d'arte (22%) e borghi di campagna (14%).

I dati del 2026 e il fattore Olimpiadi

La seconda edizione dell'Osservatorio Turismo di Bper Banca, che ha coinvolto oltre mille imprese di alloggio e ristorazione in Sardegna, Riviera Romagnola e Lombardia, ha evidenziato per il 2025 una crescita trainata da un incremento dei clienti (+9%), delle presenze (+7%) e della spesa media per ospite (+6%) rispetto al 2024. Per circa metà delle attività interpellate, la presenza di stranieri è pari o superiore a quella dei turisti italiani. Le previsioni per il 2026 confermano l'ottimismo: sette imprese su dieci si aspettano un aumento degli arrivi, con Milano e provincia di Sondrio in prima fila grazie alle Olimpiadi invernali. In Sardegna il 73% dei rispondenti prevede una crescita (+12% in media), mentre in Riviera Romagnola la percentuale sale al 75% (+14%).

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I problemi irrisolti

Il settore deve però fare i conti con alcune criticità. Il 58% delle imprese ha registrato un aumento dei costi di esercizio, mentre il 32% fatica a reperire personale: quasi la metà attribuisce la carenza alla mancanza di competenze tecniche adeguate, il 31% alla stagionalità. Per ovviare al problema, il 60% mette in atto strategie come flessibilità oraria (31%) e aumenti salariali (29%), mentre un terzo investe in formazione. Gli investimenti restano comunque sostenuti: il 28% delle aziende punta sulla digitalizzazione, il 23% prevede interventi sull'efficientamento energetico nei prossimi due anni. Sul fronte della sicurezza, oltre la metà si è già dotata di coperture contro danni catastrofali (61%) ed eventi atmosferici estremi (54%).

 

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