Alitalia, Calenda: "Prestito ponte da 3-400 milioni"

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Il cda ha avviato l'iter per il commissariamento. Gentiloni: "Delusione per il fatto che l'opportunità offerta dall'accordo tra azienda e sindacati non sia stata colta". Poletti a Sky TG24: escludo nazionalizzazione

"Il nuovo commissario deve assicurare la continuità dell'azienda e poi trovare un acquirente per Alitalia che sappia gestirla". E' quanto ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda precisando che per la continuità: "l'unica cosa sarà avere un prestito ponte dallo Stato, intorno ai 300, 400 milioni per assicurare sei mesi di gestione". Parole che arrivano mentre la compagnia marcia verso il commissariamento con l'assemblea dei soci convocata per domani ma che potrebbe anche essere spostata al 2 maggio. Sulla vicenda è intervenuto anche il premier Gentiloni: Alitalia, ha detto, deve "essere in grado di stare sul mercato e di competere". E ha aggiunto: "Devo dire che da parte mia c'è stata delusione per il fatto che l'opportunità offerta dall'accordo tra azienda e sindacati non sia stata colta". E poi aggiunge: "Non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione".

Esclusa nazionalizzazione

Anche Calenda, in una intervista al Corriere della Sera, aveva escluso l'ipotesi nazionalizzazione. Mentre il ministro dei Trasporti Graziano Delrio in un'intervista alla Stampa aveva aggiunto: "L’azienda verrà venduta al miglior offerente come sta accadendo con l’Ilva".

Poletti a Sky TG24: ridurre al minimo sofferenze e problemi per tutti

Sulla questione è intervenuto anche il ministro del Lavoro Poletti: “Adesso – ha detto a Sky TG24 – dobbiamo gestire questa transizione nella maniera più ragionevole ed equilibrata per ridurre al minimo le sofferenze e i problemi per tutti. A cominciare dai cittadini che hanno un biglietto aereo, alle nostre comunità che devono essere collegate, ai lavoratori che hanno un problema di prospettiva, all’indotto del settore".

Data ultima modifica 26 aprile 2017 ore 13:02

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