Allianz Trade aggiorna i rating dei Paesi: 36 migliorano, 14 peggiorano

Economia

Nonostante tensioni commerciali e rischi geopolitici, il report Country Risk Atlas 2026 di Allianz Trade evidenzia un miglioramento globale dei rating di rischio, con 36 Paesi in upgrade contro 14 downgrade. L’Italia ottiene un upgrade a A1, mostrando maggiore resilienza economica, ma restano sfide strutturali legate al debito, alla produttività e alla dipendenza energetica. Il report fornisce indicazioni strategiche per imprese e investitori in un contesto globale ancora complesso

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Il rischio Paese globale migliora, ma le insidie non mancano. È quanto emerge dalla terza edizione del Country Risk Atlas 2026 di Allianz Trade, che fotografa la situazione economica, politica e finanziaria di 83 Paesi rappresentativi di oltre il 90% del PIL mondiale. Nel 2025, quasi il doppio dei Paesi ha visto un upgrade del proprio rating rispetto a quelli declassati, a testimonianza della resilienza di molte economie di fronte a tensioni commerciali e incertezze geopolitiche. All’Italia, pur con prospettive di crescita moderate, è stato assegnato il rating A1, appena sotto il massimo livello, grazie alla stabilizzazione degli spread e al miglioramento della percezione del rischio da parte degli investitori.

Rating globale in miglioramento

Secondo Allianz Trade, il 2025 ha registrato 36 Paesi in upgrade e solo 14 in downgrade. Tra le economie migliorate figurano Argentina, Ecuador, Italia, Spagna, Turchia, Ungheria e Vietnam. Gli upgrade riflettono fondamentali macroeconomici più solidi, politiche fiscali e monetarie più accomodanti e condizioni favorevoli nei mercati emergenti, tra cui apprezzamento delle valute locali e prezzi più alti delle materie prime. "All’incremento dei rating ha contribuito la maggiore stabilità politica e le performance commerciali solide, soprattutto in Europa e nella regione Asia-Pacifico", spiega Ana Boata, Head of Economic Research di Allianz Trade.

I Paesi in downgrade: rischi persistenti

Nonostante il miglioramento complessivo, alcuni Paesi chiave sono stati declassati. Tra questi figurano Belgio, Francia e Stati Uniti, evidenziando rischi persistenti per le imprese nel medio termine. Secondo Allianz Trade, il numero di downgrade è quasi triplicato rispetto al 2024, a indicare come anche economie ritenute più sicure siano soggette a sfide strutturali. "La resilienza globale si amplia, ma cluster di rischio permangono in economie rilevanti. Gli investitori devono adottare un approccio selettivo, valutando rischio e opportunità Paese per Paese", commenta Aylin Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade.

Italia 2026: resilienza e sfide strutturali

L’Italia inizia il 2026 con una crescita moderata (+0,8% Pil) e un’inflazione prevista intorno all’1,5%. Il deficit pubblico si attesta vicino al 3% del PIL e il debito rimane elevato (circa 135%), ma in fase di stabilizzazione. Migliorano gli spread sovrani e la disciplina fiscale, mentre gli investitori percepiscono un rischio più contenuto rispetto al passato. "Tuttavia, permangono criticità strutturali legate a bassa produttività e dipendenza energetica. Il country risk rating A1 riflette la maggiore resilienza, ma le imprese devono continuare a monitorare attentamente il contesto economico e finanziario", sottolinea Luca Moneta, Senior Economist for Emerging Markets di Allianz Trade.

Uno strumento per decision maker e imprese

Il Country Risk Atlas 2026 combina 17 indicatori di breve termine e 18 di medio termine, fornendo una valutazione completa dei rischi economici, politici e di business. Il report integra anche fattori di sostenibilità e può diventare uno strumento strategico per gestire la volatilità, proteggere i flussi di cassa e trasformare l’analisi del rischio in vantaggio competitivo. "Ogni rating permette di comprendere le dinamiche locali e anticipare possibili punti di rottura. Il monitoraggio continuo di trasferimenti, convertibilità, politiche fiscali e commerciali è essenziale per operare in sicurezza", conclude Moneta.

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