Eurobond per finanziare gli investimenti Ue, Berlino frena ma Parigi rilancia

Economia

Controffensiva di Macron alla vigilia del vertice dei 27 sulla competitività di giovedì in Belgio. In un'intervista a 7 quotidiani europei, il presidente francese lancia l'appello per un “debito comune Ue” di 1.200 miliardi all'anno per finanziare difesa, investimenti strategici e il completamento del mercato unico

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A cadenza regolare si torna ad invocare la creazione e l’uso di bond europei, cioè emessi e garantiti dai 27 Stati dell’Unione, per finanziare la crescita e rispondere a bisogni comuni, come una difesa comune europea.

La proposta di Macron

A farlo stavolta è stato il presidente francese. Emmanuel Macron ha rilanciato la proposta di un nuovo prestito congiunto, dal valore stimato di 1.200 miliardi, da concretizzare con l'impegno economico da parte dei Paesi membri, che finanzierebbe investimenti strategici e consentirebbe all'Unione Europea di "sfidare l'egemonia del dollaro". In una intervista rilasciata a diversi quotidiani europei tra cui Le Monde, l'Economist e il Financial Times, il presidente francese ha invitato gli europei a non cedere a "un codardo senso di sollievo ", che sarebbe solo di breve durata. 

Il contesto

Le parole di Macron arrivano alla vigilia del vertice dei capi di Stato e di governo europei in programma per giovedì. L'idea di un debito comune europeo è stata sostenuta dalla Francia per anni ma costantemente respinta da altri partner Ue, tra cui la Germania. Macron stima il fabbisogno di investimenti pubblici e privati dell'UE a "circa 1,2 trilioni di euro all'anno", sommando i requisiti per "tecnologie verdi e digitali" e "difesa e sicurezza". "Questo – ha detto - è il momento di lanciare una capacità di indebitamento comune per queste spese orientate al futuro, gli Eurobond orientati al futuro".

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L’opposizione di Berlino

Secondo Politico, il governo federale tedesco ringrazia ma passa avanti e rifiuta la proposta di Parigi. Il giornale cita un funzionario vicino al Cancelliere, Friedrich Merz: ad avviso del governo tedesco le risorse necessarie per gli investimenti potrebbero essere trovate all'interno del bilancio pluriennale dell'Unione europea, senza scomodare l’annoso dibattito sul debito comune europeo. Da qui anche la necessità di intervenire per modifiche strutturali al bilancio: "Ci auguriamo che gli Stati membri che ora vogliono nuovi finanziamenti partecipino anche a questi sforzi di riforma. Non è possibile che si chiedano più fondi senza poi affrontare le riforme", ha confermato la fonte a Politico. Berlino, in particolare, starebbe spingendo per il raggiungimento di tre obiettivi in vista del vertice: un approfondimento del mercato unico, nuovi accordi commerciali siglati in modo più rapido, e l'abbattimento della burocrazia.

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La posizione italiana

Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha concepito il summit sulla competitività come un "ritiro" dei 27. Lo ha convocato nel castello di Alden Biesen, a oltre un'ora di auto da Bruxelles. Ha invitato i 27 leader a capire cosa fare davvero per portare l'Ue fuori dalla sacca della scarsa industrializzazione. La via da seguire - ma che finora è stata ben poco battuta - resta quella dei rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta, che saranno entrambi presenti.

Ad Alden Biesen se ne parlerà in maniera approfondita. E, su questo punto, Meloni è chiamata a una sfida difficile: calibrare il tradizionale favore dell'Italia agli eurobond con la celebrata amicizia con il loro nemico numero uno, la Germania. Sul “Buy European”, ovvero la preferenza europea negli acquisti industriali e della difesa, Berlino e Roma viaggiano invece sullo stesso binario, che non è quello francese. Il tema rischia di essere ulteriore terreno di scontro ad Alden Biesen, anche perché nella bozza dell'Industrial Accelerator Act - misura chiave che sta preparando la Commissione per fine mese - si punta proprio sul Buy European. Giovedì, in ogni caso, non sono attese conclusioni. La riunione sarà una sorta di primo tempo di una partita che si concluderà con il Consiglio europeo di marzo. E un assaggio lo si avrà già mercoledì sera al summit Ue sull'industria ad Anversa: presenti, tra gli altri, von der Leyen, Merz e Macron.

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