Zaia: “Regolamentare flussi d'accesso dei turisti a Venezia”. FOTO

Il presidente di Regione Veneto, rispondendo sul Corriere della Sera a un commento di Ernesto Galli della Loggia, chiarisce la sua posizione in merito al problema dei “visitatori selvaggi”. "La soluzione è una soltanto - dice - l’autonomia del Veneto e uno Stato federale”

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    "Io credo al numero chiuso. Venezia non può sopportare più di un certo numero di visitatori al giorno”. È questa la posizione del governatore del Veneto Luca Zaia che, in un intervento pubblicato oggi sul Corriere della Sera, risponde a un commento di Ernesto Galli della Loggia sul problema del “turismo come veleno” - Venezia, casa di lusso in affitto ma abusiva. Polemiche per il degrado
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    “Venezia è ormai irrimediabilmente una città fantasma, l’originale di una Disneyland che è già eguale alla propria copia”, aveva scritto della Loggia - Venezia, in piazza con le valigie contro lo spopolamento della città
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    “I flussi vanno rigorosamente regolamentati nei due unici punti di accesso a Venezia: piazzale Roma e la stazione ferroviaria", ha spiegato il presidente Zaia - Venezia, casa di lusso in affitto ma abusiva. Polemiche per il degrado
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    “Venezia è una città-museo. Non si capisce perché non possa essere sottoposta a programmazione dei flussi e delle visite, ciò che le nuove tecnologie peraltro rendono più agevole e concretamente realizzabile - ha detto il governatore - Se un giorno lo stesso problema si ponesse a Pompei o a Versailles, credo che non si esiterebbe a porre un limite giornaliero, o lasceremmo le porte aperte a prescindere?” - Venezia, in piazza con le valigie contro lo spopolamento della città
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    "Prenotazione sì, dunque - insiste il governatore - con livelli di priorità (alberghi, strutture ricettive, eventi, congressi), senza eccessivi burocratismi. Non ci vedo nulla di tragico, anche se qualcuno continua a stracciarsi le vesti, tanto resto convinto che prima o poi finirà così” - Venezia, casa di lusso in affitto ma abusiva. Polemiche per il degrado
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    "Non credo invece al versamento di una somma per ingresso e visita: Venezia deve restare alla portata di tutti", ha precisato il governatore del Veneto. "Sono convinto che un obolo - anche simbolico - ogni italiano lo debba mettere in conto, come contributo e segno di rispetto per una città universale; ma non concordo sul fatto che la visita diventi accessibile per reddito” - Venezia, in piazza con le valigie contro lo spopolamento della città
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    Il giornalista del Corriere della Sera menziona anche il problema delle grandi navi, dicendo che “ogni giorno arrivano navi da crociera da oltre 100 mila tonnellate attraverso il bacino di San Marco, passando dunque a circa 500 metri dalla basilica. Uno spettacolo tra il fantasy e l’horror” - Venezia, casa di lusso in affitto ma abusiva. Polemiche per il degrado
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    Zaia, però, precisa che “è sufficiente un rapido esame in archivio per vedere declinata la mia frase: 'Fuori le navi dal bacino di San Marco!'. Non è certamente colpa della Regione Veneto se la questione è regolata (si fa per dire) da un decreto Clini-Passera sul quale ben tre ministeri danno vita a una guerra intestina di cui non si intravede la fine" - Venezia, in piazza con le valigie contro lo spopolamento della città
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    Della Loggia non ha tralasciato nemmeno la questione del Mose, definendola una “ramificata Banda Bassotti composta quasi tutta di veneti purosangue” e apostrofando il governatore: “Vero presidente Zaia? Ma un tempo non era Roma ad essere «ladrona»?” - Venezia, casa di lusso in affitto ma abusiva. Polemiche per il degrado
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    Il presidente del Veneto però ha ribattuto che “sarebbe sufficiente replicare che il Mose è un cantiere statale, finanziato dallo Stato, e che l'inchiesta ha toccato certamente personaggi politici regionali, ma per la gran parte una pletora di personaggi non veneti che avevano eletto Venezia a teatro delle loro malefatte” - Venezia, in piazza con le valigie contro lo spopolamento della città
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    Per Zaia "Roma resta quindi ladrona, non cambio idea", specificando che “la soluzione è una soltanto, Professore: l’autonomia del Veneto e uno Stato federale, come l’avevano delineato anche i nostri padri costituenti. Più autonomia nei territori virtuosi, più Stato in quelli falliti” - Venezia, casa di lusso in affitto ma abusiva. Polemiche per il degrado
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    Il no al numero chiuso per i turisti a Venezia arriva forte da Aldo Reato, presidente dei bancali: l'associazione dei gondolieri."Non vorrei che si dovesse arrivare per assurdo al fatto che l'Ue ci dà i giorni ora per visitare Parigi, ora Barcellona, ora Venezia" - Venezia, in piazza con le valigie contro lo spopolamento della città