Fermata nave Msf: 127 migranti presi a bordo da Guardia Costiera

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Il 5 agosto l'imbarcazione Prudence di Medici senza frontiere non è entrata nel porto di Lampedusa. L'organizzazione non ha sottoscritto il codice delle Ong messo a punto dal Viminale. Saviano: "Io sto con loro"

Nuovo sbarco a Lampedusa. Sono 127 i migranti arrivati sull’isola siciliana la sera del 5 agosto. Il gruppo viaggiava sulla nave Prudence di Medici senza frontiere ma l’imbarcazione non è entrata nel porto; l'organizzazione non ha sottoscritto il codice di regolamentazione delle Ong voluto dal ministro dell’Interno Marco Minniti. Per il Viminale, le organizzazioni che non hanno sottoscritto il codice "sono fuori del sistema di soccorso". A recuperare i migranti sono quindi state due imbarcazioni della Guardia Costiera classe 300, uscite a 33 miglia dall'isola fuori dalle acque territoriali. 

Msf e il presunto coinvolgimento nella vicenda Iuventa

L’episodio si è verificato in un momento di grande polemica tra alcune Ong e l’Italia. Dopo le indagini aperte dalla procura di Trapani sulla ong tedesca Jugend Rettet, il 6 agosto alcune indiscrezioni della stampa avevano parlato di un possibile coinvolgimento anche di Medici senza frontiere sull’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’organizzazione, a questo proposito, aveva risposto che quanto ipotizzato sembrava “rilanciare accuse che già ci erano state rivolte alcune mesi fa, a cui non erano seguite altre azioni o informazioni”, e aveva chiarito ce dalla procura di Trapani non era arrivata "alcuna comunicazione ufficiale". Medici senza frontiere aveva poi ribadito che, anche se non aveva firmato il codice perché non contiene "elementi indispensabili per garantire l'efficacia dei soccorsi e i principi umanitari", avrebbe comunque continuato "ad effettuare soccorso in mare, su richiesta e sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana, come è sempre stato".

Msf: nuove modalità di soccorso, ma continuiamo a salvare

Il capo progetto Sar di Medici senza frontiere, Michele Trainiti, ha parlato delle future operazioni dopo che l’ong non ha firmato il codice di condotta:"Noi continuiamo a lavorare, a stare in mare per salvare persone. Continuiamo a collaborare con la Guardia Costiera, come abbiamo sempre fatto. Se ci sono nuove modalità operative, ci adatteremo. Per noi va bene così".
“Non siamo più i primi ad essere chiamati per i soccorsi, come accadeva prima”, ha continuato Trainiti. “Sappiamo che lavoreremo di meno ma siamo sempre a disposizione della Guardia Costiera. Sappiano che noi ci siamo e siamo disponibili a collaborare". "Ieri sera – ha infine precisato - nessuno ha chiesto di entrare a Lampedusa, nessuno ce lo ha vietato. Operazioni come quella di ieri sono usuali". Magari in altre condizioni, "ci saremmo potuti avvicinare di più" all'isola.

Sostegno di Saviano

Al fianco di Msf si è schierato Roberto Saviano: "Io sto con Medici senza Frontiere", afferma lo scrittore. "Lo voglio dire ed esprimere chiaramente in un momento in cui sta avvenendo la più pericolosa delle dinamiche, ossia la criminalizzazione del gesto umanitario".
“Sto con Medici Senza Frontiere nella decisione di non firmare il codice di condotta per le Ong che fanno salvataggi in mare voluto dal ministro Minniti”, ha continuato Saviano: “È una scelta importante e sostanziale, non un capriccio. Medici Senza Frontiere sta difendendo un principio fondamentale: la neutralità. Avere agenti armati sulle navi sarebbe la fine di questo principio”.

Msf, Filippi: "No personale armato nelle nostre strutture"

Dalle pagine di Repubblica, Loris De Filippi, il presidente di Medici senza frontiere, ha ribadito che secondo lui "l’errore fondamentale" del codice sulle ong  è quello di "ritenere di poter miscelare l’azione umanitaria con il contrasto all’immigrazione clandestina. I militari, la polizia, fanno il loro lavoro, noi facciamo altro e questa separazione di ruoli è fondamentale". E avverte: "Se sulle nostre strutture o sui nostri mezzi dovesse entrare personale armato, sarebbe uno spazio violato".

Mobilitazione contro Generazione identitaria e Defend Europe

Intanto, oggi, al porto tunisino di Zarzis, è previsto l’arrivo della nave C-Star, noleggiata da Generazione identitaria, organizzazione multinazionale di estrema destra, francese, italiana e tedesca che appoggia l'iniziativa Defend Europe (contro lo sbarco dei migranti sulle coste italiane). Il "Collettivo dell'Africa del Nord contro la nave razzista C-Star" ha quindi lanciato un appello alla mobilitazione immediata al porto di Zarzis, "per impedire ogni tentativo di attracco e di rifornimento della nave anti-migranti e per mostrare loro il nostro disgusto nei confronti dei loro propositi e delle loro azioni". Proprio su Defend Europe si era concentrata l’attenzione, negli scorsi giorni, di Famiglia Cristiana che ha ipotizzato un legame tra l'indagine sulla nave tedesca Iuventa e l'operazione anti-migranti della destra. La connessione starebbe nei contatti tra la società di sicurezza privata Imi Security Service, cioè il gruppo di contractor che ha denunciato le "anomalie" della Iuventa, e l'ex ufficiale della Marina militare Gian Marco Concas, uno dei portavoce di Generazione identitaria.

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