Iuventa, la nave è arrivata a Trapani. Ong: “Ricorso contro sequestro”

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L'imbarcazione, della tedesca Jugend Rettet, era stata sequestrata il 2 agosto, per decreto del Gip di Trapani. Si presume che fosse coinvolta in "consegne controllate" di migranti. Legale difensore: "Al momento non sappiamo di indagati"

È arrivata nel porto di Trapani, nel tardo pomeriggio del 4 agosto, la nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet. L’imbarcazione era partita la sera precedente da Lampedusa, con a bordo quattro uomini della capitaneria di porto. La nave era stata sequestrata il 2 agosto, nella acque dell'isola delle Pelagie, per decreto del Gip di Trapani, su richiesta della procura. Si presume infatti che la Iuventa sia coinvolta in "consegne controllate" di migranti organizzate con trafficanti libici. A documentare quanto accadeva al largo delle coste della Libia, anche diverse foto scattate in mare dalla polizia e catturate dallo Sco, il Servizio centrale operativo, anche grazie a un agente sotto copertura. Ma la ong si oppone, e annuncia che farà ricorso.

Le accuse e le indagini sui computer presenti sulla nave

La Procura sostiene che la "Iuventa" sia intervenuta in condizioni di non-pericolo per i migranti, compiendo quindi dei trasporti e non dei salvataggi, in almeno tre occasioni. Il procuratore di Trapani Ambrogio Cartosio aveva fatto però sapere che i membri della Ong Jugend Rettet - la stessa che nei giorni scorsi si era rifiutata di firmare il nuovo Codice di condotta sui migranti - non hanno ottenuto nessun compenso dai trafficanti, perché mossi solo da "motivazioni umanitarie". Gli investigatori, intanto, hanno preso alcuni computer che si trovavano a bordo della nave Iuventa e su questi pc la polizia farà degli accertamenti tecnici. Verranno esaminati dagli inquirenti anche tutti gli strumenti di bordo che tracciano i movimenti dell'imbarcazione impegnata nel soccorso dei migranti. 

Legale Ong: "Al momento non sappiamo di indagati"

"Stiamo preparando la difesa e chiederemo la restituzione del bene. Siamo nella fase embrionale e al momento non sappiamo di indagati. Difendo il legale rappresentante della Ong Jugend Rettet, una donna, che era sulla Iuventa e che tecnicamente non è indagata: le è soltanto stato notificato il decreto di sequestro preventivo", ha spiegato l'avvocato Leonardo Marino, difensore dell'Organizzazione non governativa tedesca. "I sedici ragazzi della Ong", ha sottolineato il legale, "hanno il solo obiettivo di salvare vite in mare. Hanno già spiegato che non c'entrano nulla con il reato che viene loro contestato, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". 

La reazione di Jugend Rettet

"Nella zona Sar, negli ultimi due giorni sono stati recuperati otto cadaveri di migranti", ha ricordato la Ong tedesca. "Il sequestro della nostra nave ci impedisce di lavorare nella zona", hanno ribadito i suoi mebri che hanno spiegato anche che, al momento, i legali stanno "lavorando sodo per esaminare la normativa che ha portato al sequestro della nostra nave Iuventa''.

Il ruolo di Save the children

A supporto delle accuse ci sarebbero anche le segnalazioni di due operatori di Save the children. Al telefono, alcuni di loro commentavano le presunte operazioni irregolari della Iuventa. Sulla questione, si è espresso il direttore generale di Save the children Italia, Valerio Neri: "Non eravamo a conoscenza della presenza a bordo della Vos Hestia (la nave dell’organizzazione usata nel soccorso dei migranti) di un agente di polizia sotto copertura. Da quello che abbiamo capito dai media, si tratterebbe di una persona che ha preso parte alle operazioni di salvataggio e quindi estraneo al personale umanitario di Save the children".  "Anche le due persone dalle quali sarebbero partite le prime segnalazioni alle autorità fanno parte del personale della società di sicurezza che collabora con l'armatore dal quale è stata noleggiata l'imbarcazione”, ha precisato Neri. 

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