Migranti, dopo nave Iuventa altre ong sarebbero al centro di indagini

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La procura di Trapani indaga sulla Jungend Rettet, ma altre organizzazioni sarebbero oggetto di verifiche. Media italiani parlano di Msf, che smentisce. Il capo missione dell’equipaggio Iuventa: “Nostra intenzione salvare vite”

Continuano le indagini della procura di Trapani sulla ong tedesca Jungend Rettet, che operava attraverso la nave Iuventa. Altre organizzazioni non governative, però, sarebbero oggetto delle verifiche degli investigatori sull'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: si cerca di capire se qualcuna abbia messo in atto veri e propri “viaggi organizzati” con i trafficanti di profughi dalle coste dell'Africa all'Italia. Le indagini dello Sco, Servizio centrale operativo della polizia, sulle “consegne concordate” in alto mare sono ancora “segrete”. Ma, secondo notizie pubblicate dal Corriere della Sera, dal Messaggero e dal Mattino, nel mirino ci sarebbe anche Medici senza Frontiere. Tutto questo mentre Famiglia Cristiana ipotizza un legame tra l'indagine sulla nave tedesca Iuventa e l'operazione anti-migranti della destra di Defend Europe.


La difesa di Msf

“Quanto vediamo oggi negli organi di stampa sembra rilanciare accuse che già ci erano state rivolte alcuni mesi fa, a cui non erano seguite altre azioni o informazioni”, è la replica di Medici senza Frontiere, che aggiunge di non aver ricevuto “alcuna comunicazione ufficiale dalla procura di Trapani né da altre procure in merito alla presunta inchiesta sulla nostra attività di ricerca e soccorso in mare”. Da subito, continua Msf, “ci siamo messi a disposizione delle procure per fornire qualunque spiegazione richiesta su ogni nostra attività e ribadiamo questa totale disponibilità, insieme all'auspicio di avere indicazioni precise sugli episodi eventualmente contestati”. L’organizzazione, poi, si augura “che venga chiarito al più presto ogni dubbio per porre fine a questo stillicidio di accuse che continua ad avvelenare il clima in una situazione sempre più cupa”. Msf non ha firmato il Codice di condotta delle ong e spiega di aver preso questa decisione perché il documento “non conteneva elementi indispensabili per garantire l'efficacia dei soccorsi e i principi umanitari”. Ma, ha aggiunto,  “ci siamo impegnati formalmente a rispettare la maggior parte degli impegni prescritti, continuando a operare nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali e sotto il coordinamento della Guardia costiera Italiana”.

Iuventa: "Nostra intenzione è salvare vite"

A Sky TG24, intanto, ha parlato Katrin, capo missione dell’equipaggio Iuventa. Da Lampedusa, dove la nave è stata fermata nei giorni scorsi, racconta “la serie di eventi che ci ha portato in questa situazione”.  “Mi sembra di capire che c’è un’indagine aperta, ma non so contro chi. E, visto che non conosco i fatti e il contenuto dell’indagine, non posso esprimermi. So però che non abbiamo nulla da nascondere. E l’intenzione che abbiamo sempre avuto, e che abbiamo ancora, è ritornare presto con la Iuventa nell’area di ricerca per salvare vite”, ha detto

Iuventa: vogliamo solo salvare vite umane

L'ombra di Defend Europe

Intanto, spunta l'ipotesi che dietro l'indagine sulla nave dell'ong tedesca Iuventa, sequestrata dalla magistratura di Trapani, ci sia un movimento della destra europea. A suggerire il collegamento è un articolo di Famiglia Cristiana. Il trait d'union sarebbe il contatto tra la società di sicurezza privata Imi Security Service di Cristian Ricci - ovvero il gruppo di contractor che ha denunciato le "anomalie" della Iuventa, facendo aprire il fascicolo della Procura siciliana - con l'ex ufficiale della Marina militare Gian Marco Concas, uno dei portavoce di Generazione identitaria, il gruppo di destra che ha lanciato la campagna Defend Europe contro lo sbarco dei migranti sulle coste italiane.


Dibattito politico

Il tema delle presunte collusioni delle ong resta ovviamente al centro del dibattito politico con Maurizio Gasparri (FI) che invoca "più manette e meno sbarchi", sostenendo che chi non firma il Codice di condotta ha qualcosa da nascondere, e un botta e risposta a distanza tra Matteo Salvini e Roberto Saviano: il primo ha coniato per lo scrittore l'hashtag #barconepersaviano, il secondo, reo di aver difeso la scelta di Msf, replica affermando che il leader del Carroccio "aizza i razzisti con post aberranti". 



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