Paziente oncologico sdraiato a terra in pronto soccorso a Senigallia, Ast dispone verifica

Cronaca
©Ansa

L’uomo, che a causa dei dolori provocati dalla malattia non riesce a stare seduto a lungo, è stato costretto a stendersi per terra in mancanza di una barella che gli è stata data solo 8 ore dopo. "Sarà cura di questa Direzione analizzare tutte le circostanze che hanno indotto il paziente a dover optare per questa soluzione”, fanno sapere dall’Ast

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Più di otto ore trascorse al pronto soccorso in attesa di una barella, alcune delle quali passate sdraiato sul pavimento a causa dei dolori. È successo a un uomo di 60 anni, malato oncologico, all’ospedale di Senigallia, in provincia di Ancona. Il paziente, accompagnato in ospedale dalla moglie, è stato costretto ad attendere tre ore dopo l’accettazione prima di ricevere le prime attenzioni nonostante abbia un grave tumore. Secondo il racconto della moglie del paziente, dopo essere arrivati alle 8.20 in pronto soccorso, all’uomo è stato inserito un catetere tre ore dopo e poi, dopo cinque ore, l'ecografia. Il 60enne, che a causa dei dolori non riesce a stare seduto troppo a lungo, si è visto costretto a sdraiarsi in terra su una coperta recuperata dalla moglie, con la flebo applicata. La barella gli è stata consegnata da un'infermiera intorno alle 16.

Pronto soccorso sotto organico

A raccontare quanto accaduto è stato Paolo Battisti, ex consigliere comunale di Senigallia dal 2010 al 2015 e capolista del Movimento 5 stelle per le elezioni comunali che si svolgeranno in primavera: "Il personale dell'ospedale di Senigallia fa un grande lavoro - ha sottolineato Battisti - ma è sotto organico, mancano le Tac necessarie e deve essere ancora indetto un concorso per il primario del Pronto soccorso". Gli fa eco la moglie del 60enne protagonista della vicenda: “C'è poco personale e chi lavora lo fa correndo. I dirigenti dovrebbero fare qualcosa per evitare tutto ciò", ha detto la donna all’Ansa.

Ast dispone verifiche

Informata dell'accaduto, la direzione strategica Aziendale della Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona ha "immediatamente disposto verifiche interne al Pronto Soccorso di Senigallia al fine di approfondire quanto realmente accaduto". "Sarà cura di questa Direzione - fa sapere l'Ast - analizzare tutte le circostanze che hanno indotto il paziente a dover optare per questa soluzione, cosa che appare di straordinaria gravità dal momento che analoga situazione non si è mai verificata presso l'Ospedale Principe di Piemonte di Senigallia”.

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