Siccità, sei regioni per stato calamità. Galletti: Situazione critica

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Audizione alla Camera del ministro dell’Ambiente sulla crisi idrica: “Situazione molto critica”. A Roma si cercano soluzioni per evitare razionamento. Tavoli Regione-Acea. Lorenzin: con stop erogazione a rischio strutture ricettive, uffici pubblici e ospedali

“Stiamo vivendo una crisi idrica fra le più potenti degli ultimi decenni. La situazione è molto critica”. Sono queste le parole del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, pronunciate durante l’audizione in commissione Ambiente alla Camera. “La riforma della governance dell'acqua, attraverso l'istituzione degli Osservatori sugli utilizzi idrici, ha evitato il peggio”, ha aggiunto il ministro. E ancora: “Certo, se poi non piove i danni ci sono. Ma se li abbiamo contenuti è perché abbiamo una governance sul territorio capace di mettere insieme tutti gli attori chiamati a decidere. Questo ci deve insegnare che dobbiamo andare avanti, per quanto riguarda l'acqua, con una gestione di governante accentrata”.

Sei regioni per stato di calamità

E a causa della siccità è pronto lo stato di calamità per sei regioni: Toscana, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Calabria e Sardegna. Lo ha annunciato il ministero delle Politiche agricole, al termine della riunione tecnica operativa con le regioni. Durante l'incontro i tecnici hanno fatto il punto sulle necessità più urgenti anche rispetto alla dichiarazione dello stato di calamità, che le regioni non hanno ancora formalmente presentato ma che appena saràpresentato, fanno sapere dal Mipaaf, sarà reso operativo. Lo stato di calamità attiva il fondo di solidarietà nazionale, con strumenti come la sospensione delle rate dei mutui e del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico delle imprese agricole danneggiate

La crisi a Roma

Le città che stanno facendo i conti con l’emergenze idrica e la siccità sono molte. Ma una delle situazioni più critiche si registra a Roma, dove si rischia il razionamento dell’acqua per un milione e mezzo di persone. Nella Capitale sono ore decisive e, dopo lo scontro tra Regione Lazio e Acea, si cercano soluzioni alternative. Diversi i tavoli aperti. Una prima riunione si è tenuta nella sede dell'Autorità di bacino: hanno partecipato, tra gli altri, Acea e Regione. Alla fine dell’incontro, a chi gli ha chiesto quando arriverà una soluzione, l'assessore alle Infrastrutture del Lazio Fabio Refrigeri ha risposto: “A breve. Continuiamo a lavorare”. Al lavoro c’è anche la cabina di regia ad hoc Regione-Acea costituita durante la riunione di ieri sera in Campidoglio e promossa dalla sindaca Virginia Raggi (“Mi sottoporranno un report appena chiudono”, ha detto Raggi). Tra oggi e domani, poi, in Acea si attende l'esito del ricorso fatto al Tribunale delle acque contro la decisione della Regione dello stop alle captazioni dal lago di Bracciano. Non si esclude, inoltre, un intervento diretto del Governo: tra i rumors che circolano, c’è quello che Palazzo Chigi possa dichiarare lo stato di calamità, con ripercussioni a cascata su tutto il settore. Una soluzione per evitare il razionamento dell'acqua nella Capitale, comunque, si attende entro venerdì, quando è previsto l'inizio della sospensione dei prelievi dal lago di Bracciano, ordinata dalla Regione Lazio fino a fine anno. A proposito di Bracciano, in audizione Galletti ha detto: “Abbiamo dato mandato ai carabinieri forestali e del Noe di individuare gli allacci abusivi al lago e abbiamo idea che ce ne siano parecchi”.

L’allarme di Lorenzin

Un allarme sui disagi che l’eventuale razionamento dell’acqua a Roma potrebbe provocare è stato lanciato dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin. “Un'eventuale sospensione della erogazione di acqua a Roma potrebbe pregiudicare gravemente il livello igienico sanitario di tutte le strutture ricettive e di ristorazione e degli uffici pubblici, nonché delle strutture ove vengono alloggiati animali, ma soprattutto potrebbe comportare gravi pregiudizi per la erogazione dei servizi sanitari essenziali”, ha detto. “Ho chiesto al presidente Zingaretti e al sindaco Raggi di verificare accuratamente che, pur nell'emergenza, sia assicurata una presenza continua e sufficiente di risorse idriche in tutte le strutture che erogano assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai cittadini o che assistono gli animali”, ha aggiunto. Il governatore Nicola Zingaretti, poi, ha commentato: “Confidiamo nelle possibili soluzioni e nel senso di responsabilità di tutti”.

Coldiretti: a luglio 73% pioggia in meno

Secondo Coldiretti, Roma è in emergenza idrica perché nei primi venti giorni di luglio è caduto il 73 per cento di pioggia in meno, peggiorando una situazione che nei primi sei mesi dell'anno aveva già visto una costante diminuzione delle precipitazioni. 

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