Siccità, 10 regioni pronte a chiedere lo stato di calamità

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Prosegue l'emergenza idrica nonostante le piogge che si sono abbattute sul Centro-Nord. Raggi: inaccettabile il razionamento. Tavolo con Regione e Acea per trovare soluzioni

La siccità non dà tregua, nonostante le piogge che si sono abbattute sul Centro-Nord. L'emergenza tocca tutto il Paese, con la Calabria che ha chiesto lo stato di calamità e altre regioni pronte a farlo. Ancora difficile la situazione a Roma dove l'Acea ha confermato che, senza un piano della Regione, ci sarà la “turnazione” per un milione mezzo di romani. Intanto già per 20 comuni dell'hinterland, l'acqua è erogata a singhiozzo. La sindaca Raggi ha chiesto di “trovare risorse e soluzioni” e ha convocato un tavolo con Regione e Acea. Nel frattempo l'emergenza ha indotto anche la Santa Sede a intraprendere delle misure volte al risparmio dell'acqua. Per questo motivo, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha deciso di chiudere tutte le fontane, sia quelle esterne ubicate in Piazza San Pietro, sia quelle interne dislocate nei Giardini Vaticani e nel territorio dello Stato.

L’emergenza a Roma

L’allarme sull’emergenza idrica a Roma è stato lanciato qualche giorno fa dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti. “A Roma l'acqua sta finendo”, aveva detto. La Regione ha anche disposto, da venerdì 28 luglio a fine anno, lo stop ai prelievi dal lago di Bracciano, che alimenta la Capitale. Il livello del bacino d'acqua si è abbassato (LE FOTO) “con il rischio di catastrofe ambientale”, aveva spiegato Zingaretti. Ne era nato uno scontro tra Regione e Acea: l'azienda che cura la distribuzione idrica ha parlato di un atto “abnorme e illegittimo ma soprattutto inutile", la Regione ha ribattuto che i prelievi verranno sospesi perché Acea avrebbe superato i limiti stabiliti. E mentre anche il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti ha confermato che “la situazione a Roma è critica”, la sindaca Virginia Raggi ha invitato gli altri attori a trovare una soluzione per non lasciare i cittadini senza acqua. La Regione starebbe lavorando a un piano alternativo per ovviare alla captazione dell'acqua dal lago di Bracciano, mentre Acea pensa già a come fronteggiare l’emergenza dal 29 luglio. L’ipotesi che circola è quella di stabilire turni di 8 ore senza acqua, di notte o di mattina, ogni giorno per circa un milione e mezzo di romani. Il piano Acea comporterebbe la tutela di ospedali, vigili del fuoco e altre attività sensibili.

I 10 consigli per il risparmio idrico

In una cartolina, pubblicata su Facebook dall'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari, si leggono i dieci consigli per i cittadini: controlla i rubinetti; utilizza rubinetti con un dispositivo per il risparmio idrico; fai la doccia invece del bagno (si può risparmiare fino a 120 litri per volta); non far scorrere l’acqua per lavare i denti o raderti; preferisci lo sciacquone a scarico differenziato (mezzo scarico); per lavatrice e lavastoviglie usa il ciclo economico; innaffia le piante di sera, quando il sole è calato; scegli sistemi di irrigazione a micro pioggia programmabili; innaffia le piante con acqua già usata per lavare frutta e verdura; segnala subito perdite e guasti al numero verde 800 130 335. “Per affrontare l'emergenza idrica, Roma sta già facendo la sua parte, investendo, dopo decenni, sulla manutenzione delle reti. Ma l'uso razionale dell'acqua è il problema che dobbiamo porci per il futuro. C'è acqua nascosta in ogni atto di consumo. Ad esempio, per produrre un bistecca servono 4mila litri d'acqua e riciclare carta ed altri materiali fa risparmiare acqua nei processi industriali. Infine, anche nelle case si può usare meglio l'acqua con pochi piccoli accorgimenti”, ha scritto sui social l’assessore Montanari.
 

 

Data ultima modifica 24 luglio 2017 ore 19:46

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