Inchiesta nomine, Virginia Raggi sentita in Procura: "Sono fiduciosa"

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"E' stato un colloquio cordiale, del resto lo avevo chiesto io" dice la sindaca lasciando piazzale Clodio dopo 4 ore di dichiarazioni spontanee. L'audizione fa parte di quelle prerogative concesse agli indagati una volta emesso l'avviso di chiusura inchiesta

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha deciso di chiarire direttamente la sua posizione. E' andata a piazzale Clodio per farsi ascoltare dai pm che l'hanno indagata nell'ambito dell'inchiesta sulle nomine in Campidoglio. L'audizione, durata circa 4 ore, si è tenuta dopo l'avviso di chiusura indagine che la sindaca ha ricevuto una ventina di giorni fa per falso e abuso d'ufficio. Si tratta dell'atto che, in genere, anticipa la richiesta di rinvio a giudizio.

Falso e abuso di ufficio

Per la Raggi le ipotesi di reato configurate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Francesco Dall'Olio sono quelle di falso e di abuso d'ufficio in relazione agli incarichi affidati a Salvatore Romeo (capo della sua segreteria politica) e Renato Marra, quest'ultimo fratello di Raffaele ex capo del personale e braccio destro della sindaca.

L'audizione di oggi fa parte di quelle prerogative concesse agli indagati una volta emesso l'avviso di chiusura inchiesta. A sollecitare il colloquioè stata quindi la Raggi che, nei giorni scorsi, tramite gli avvocati Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo, aveva già depositato una memoria difensiva. Nel documento, secondo quanto emerso nei giorni scorsi, si sostiene che a selezionare Renato Marra alla guida della Direzione Turismo, era stato l'attuale assessore capitolino al Commercio Adriano Meloni.

Raggi: colloquio cordiale

"E' stato un colloquio cordiale, del resto lo avevo chiesto io, e sono fiduciosa", ha detto la sindaca ai giornalisti, poco prima di lasciare il palazzo di giustizia dove è stata sentita dal pm Francesco Dall'Olio sul caso delle nomine. 

Inchiesta nomine

Secondo l'impianto accusatorio della Procura, Raffaele Marra, attualmente sotto processo per l'accusa di concorso in corruzione assieme all'imprenditore Sergio Scarpellini, si occupò in prima persona della pratica di nomina quando invece si sarebbe dovuto astenere. Quanto al falso documentale, la Raggi è a rischio processo per aver detto alla responsabile anticorruzione del Campidoglio, Mariarosa Turchi, di aver deciso da sola su quella nomina su cui l'Anac guidata da Raffaele Cantone ha poi avanzato una serie di rilievi. Raggi aveva assicurato di avere deciso in piena autonomia senza coinvolgere lo stesso Raffaele Marra, all'epoca suo braccio destro. Una versione però smentita da una chat tra Raggi e il suo ex capo del personale in cui la prima cittadina di Roma si lamenta per il fatto che non era stata informata da lui sull'aumento di stipendio del fratello Renato.

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