Nei musei di Colle di Val d'Elsa la fragilità diventa risorsa: persone seguite dal Centro di salute mentale, studenti e ragazzi autistici partecipano a percorsi formativi e laboratori che uniscono welfare e creatività. L’assessore Tozzi: “Luoghi di cultura come luoghi di comunità e di benessere sociale”
La fragilità non come limite, ma come una diversa forma di competenza e valore, capace di arricchire l’intera comunità. È questa l’idea alla base del progetto avviato a Colle di Val d’Elsa, nel senese, dove da lunedì 12 dicembre ragazzi e adulti seguiti dal Centro di salute mentale diventano guide dei musei civici comunali, accogliendo i visitatori e accompagnandoli alla scoperta del patrimonio artistico cittadino. L’iniziativa, sperimentale, è promossa dal Comune in collaborazione con il Centro di salute mentale. Il progetto prevede la selezione di alcune persone che seguiranno un percorso formativo finalizzato a svolgere attività di accoglienza e accompagnamento dei gruppi in visita al Museo del Cristallo, che racconta la storia produttiva e artigiana della città, al Museo San Pietro, spazio culturale e luogo di incontro nel cuore del centro storico, e al Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli”, ospitato nel Palazzo Pretorio e custode delle radici etrusche e romane del territorio.
Laboratori e didattica nei musei
Accanto a questa iniziativa, il Comune sta attivando altri percorsi che intrecciano cultura e inclusione. Uno riguarda il mondo della scuola: dal 2026 le classi cittadine trascorreranno ogni anno un periodo di didattica all’interno dei musei, trasformando le sale espositive in vere e proprie aule. Un ulteriore filone di lavoro è quello avviato con le associazioni che operano a fianco di persone autistiche. Insieme a loro vengono realizzati laboratori basati sulla manualità e sulle abilità creative, nei quali saranno proprio i ragazzi a guidare e insegnare. Un cambio di prospettiva che ribalta l’idea stessa di fragilità, intesa non come mancanza, ma come risorsa e competenza capace di generare valore per la comunità. Secondo l’assessore al welfare culturale del Comune di Colle di Val d’Elsa, Daniele Tozzi, l’obiettivo è “costruire un modello stabile e replicabile, in cui cultura e welfare dialogano e si sostengono reciprocamente”, dimostrando come “la cultura possa generare cura, relazioni e benessere”.