Tap: riparte la protesta, bloccato espianto ulivi

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Nuove barricate nel cantiere di San Foca di Melendugno, in provincia di Lecce, dove arriverà il gasdotto contestato da ambientalisti ed enti locali. La protesta sta bloccando l’espianto degli ultimi ulivi, dopo il via libera di ieri del Tar Lazio

Tornano le barricate a Melendugno, nell'area del cantiere Tap, il gasdotto che trasporterà il gas naturale dall'Azerbaijan all'Italia, il cui approdo sulla costa di San Foca è contestato da ambientalisti ed enti locali. Nella notte gli attivisti hanno eretto dei blocchi con materiale di fortuna e al presidio permanente prendono parte circa 300 persone. Ieri il Tar Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia, dando così il via libera alla ripresa delle operazioni di espianto degli ulivi nella zona dove arriverà il gasdotto.

 

Attivisti di nuovo in azione -  Le barricate, costruite utilizzando anche le pietre dei tanti muretti a secco che costeggiano la zona, sono state erette sulle strade interpoderali di accesso all'area cantiere del consorzio Tap (CHE COS'E' IL TAP), che pertanto al momento è raggiungibile solo a piedi. Nella notte, personale della security all'interno del cantiere ha segnalato anche il lancio di pietre nell'area. Smontata da parte dei manifestanti anche una parte della recinzione perimetrale del cantiere. Sul posto sono presenti le forze di polizia, ma per ora non ci sono state tensioni con i manifestanti.

 

Espianti di nuovo fermi - Le operazioni di espianto degli ulivi al momento sono ferme. Sono circa una dozzina i rimanenti alberi di ulivo da espiantare e trasportare nella masseria dove vengono curati per poi essere successivamente reimpiantati nella stessa area, a conclusione dei lavori.

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