Le riserve marine un possibile scudo ai cambiamenti climatici

Le riserve marine offrono rifugio anche alla biodiversità (Foto: GettyImages)
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Il Gabon si impegna per la creazione della più grande area marina sotto tutela in acque africane. Annuncio in vista della Giornata mondiale degli oceani dell'8 giugno. SPECIALE SKYTG24: Un mare da salvare

La tutela degli oceani può rivelarsi un'arma chiave per affrontare i cambiamenti climatici: secondo un team internazionale di scienziati le riserve marine e le aree marine protette aiuterebbero in vari modi a mitigare gli effetti del riscaldamento globale sulla Terra. A questa conclusione i ricercatori arrivano dopo aver esaminato 145 studi sull'impatto delle riserve marine. Il loro studio è stato pubblicato sulla rivista Pnas.

Resilienza

I ricercatori sottolineano che le riserve marine non hanno il potere di fermare o compensare del tutto i crescenti impatti dei cambiamenti climatici, ma possono far sì che gli ecosistemi riescano ad adattarsi ai mutamenti del clima e in alcuni casi a rallentarli. Aiutano a trattenere carbonio, limitano le conseguenze di una gestione costiera scarsa, proteggono habitat e biodiversità. Le barriere coralline, ad esempio, non possono essere protette dall'aumento di temperatura del mare, ma proteggere i reef da pesca eccessiva e inquinamento può diminuire la sensibilità dei coralli al riscaldamento dell'oceano e aiutarli a recuperare dopo eventi disastrosi di sbiancamento o tempeste.

"Riserve" per il clima

Le riserve marine, spiega uno degli autori, sono insomma delle "riserve per il clima". Secondo gli scienziati queste aree proteggono le cose dall'innalzamento del mare, dalle tempeste e da altri eventi meteo estremi; aiutano a compensare i declini causati dai cambiamenti climatici nella produttività oceanica e nella pesca; offrono rifugio a specie che si spostano per adattarsi a condizioni ambientali che cambiano; possono aiutare a combattere l'acidificazione delle acque, la cui composizione chimica sta cambiando per effetto della maggiore CO2 assorbita dall'atmosfera.

Sotto tutela il 3,5% degli oceani

Nel mondo i Paesi costieri si sono impegnati a proteggere il 10% delle loro acque entro il 2020, ma al momento soltanto il 3,5% degli oceani è indicato come sotto tutela e di questo meno della metà (l'1,6%) è fortemente protetto da sfruttamento. In futuro, secondo gli scienziati, almeno il 30% degli oceani dovrebbe essere tutelato per salvaguardare gli ecosistemi marini nel lungo periodo. I vantaggi maggiori, spiegano, si ottengono quanto più grandi sono le riserve, se sono ben gestite e se godono di una protezione piena da diverse attività umane, dalla pesca a quelle estrattive.

Nuova maxi riserva marina in Africa

Ben vengano quindi iniziative come quella appena annunciata dal Gabon per la creazione della maggiore area marina protetta d'Africa. Si tratta di una rete di 9 nuovi parchi e 11 riserve che coprirà una superficie di circa 53 mila chilometri quadrati, più grande del Costa Rica. Un'iniziativa che potrebbe rivelarsi utile anche al turismo nell'area, perché potrebbe attirare visitatori con la possibilità di ammirare megattere e tartarughe marine. Almeno venti sono le specie solo di delfini e balene che nuotano nelle acque territoriali del Gabon. Questo sistema proteggerà habitat importanti, dai delta dei fiumi agli abissi fino a 4 chilometri di profondità. In alcune aree sarà consentita la pesca e la gestione ittica è sotto revisione da parte delle autorità. L'obiettivo è anche quello di migliorare la sicurezza alimentare dell'area.

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