Maltempo, Cirio: “In Piemonte danni intorno a un miliardo di euro”

Piemonte

Così il governatore della regione su Facebook: “Ho appena consegnato al ministro degli Interni Lamorgese una prima rendicontazione dei danni e l’elenco degli interventi di somma urgenza necessari al ripristino in sicurezza del nostro territorio”

I danni del maltempo che ha colpito il Piemonte nel fine settimana si aggirano sul miliardo di euro. A dirlo, su Facebook, è il presidente della Regione, Alberto Cirio (IL MALTEMPO IN PIEMONTE).

Il post di Cirio sul maltempo

"Ho appena consegnato al ministro degli Interni Lamorgese - scrive - una prima rendicontazione dei danni e l'elenco degli interventi di somma urgenza necessari al ripristino in sicurezza del nostro territorio. Le cifre non sono ancora definitive, ma sommando i danni alle opere pubbliche a quelli subiti dai privati, famiglie e aziende parliamo di una cifra che si aggira intorno a un miliardo di euro. Ringrazio il ministro per l'attenzione. Il Piemonte ha sempre pagato tanto e ricevuto poco. Ma ora è necessario che il Governo faccia la sua parte".

"Questa mattina - ha aggiunto Cirio, a margine dell'appuntamento del pomeriggio all'Ospedale Oftalmico di Torino - il ministro Lamorgese ha approfondito con me l'elenco dei danni che riguarda circa 60 Comuni, su 120 colpiti dal maltempo. Stimiamo che per le opere di somma urgenza, per cui si intende ripristinare i luoghi e garantire la sicurezza, siano necessari almeno 300 milioni di euro. Poi sono anche necessari interventi risolutivi, perché negli ultimi anni si sono fatti tanti rappezzi ma non opere risolutive. Considerando solo i problemi del Tenda e del ponte di Romagnano Sesia servono altri 300 milioni di euro, senza contare la parte dei privati". "Noi dobbiamo trasformare questo ennesimo problema - ha rimarcato - in una opportunità. Il Covid, tra le tante cose negative, ci ha insegnato però anche che la sanità non si taglia. Le alluvioni ci insegnano che la natura si rispetta, ma soprattutto che bisogna investire in soluzioni che risolvano i problemi per sempre". "Il meccanismo - spiega - prevede che ci sia una delibera del Consiglio dei ministri che, dichiarando lo stato di emergenza, stanzia le prime risorse necessarie e nomina un commissario per dare procedure speciali più rapide per il pronto intervento immediato". Cirio ha poi sostenuto che è imprescindibile la nomina di un commissario per Il Tenda.

Pastore perde 1.200 animali: "A 50 anni ricominciare è dura"

 "Aiutatemi perché a 50 anni ricominciare è dura". E' un grido d'allarme quello di Fiorenzo Hor, il pastore dell'Ossola che nell'alluvione del fine settimana ha perso tutte le sue bestie. Oltre 1,200 tra pecore, capre, asini e montoni spazzati via in un'ora dalla piena del fiume Toce a Premosello Chiovenda (Vco). "Non ho più nulla - ha detto in un incontro con gli amministratori locali a cui era presente anche il vicepresidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso -. Ho perso tutto. E' stato brutto vederle morire e non poterle salvare. Per me non è solo per una questione economica". Ora si presenta il problema del recupero delle carcasse degli animali rimaste sui prati infangati che vanno rimossi anche per una questione sanitaria.

Frana sulla statale 33, vicesindaco Arona: "Gratuità temporanea pedaggio"

Sospendere il pedaggio autostradale alla barriera tra Arona e Meina. Lo chiede,a causa della frana che ha interrotto la strada statale 33 del Sempione l'onorevole Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione Finanze alla Camera e vicesindaco di Arona. "Quel pedaggio risulta particolarmente oneroso, circostanza che ne scoraggia già normalmente la fruizione.- spiega Gusmeroli - La gratuità temporanea del servizio consentirebbe di fatto anche di far conoscere i vantaggi dell'uso dell'autostrada in termini di risparmio di tempi di percorrenza al traffico veicolare, specialmente quello pesante, e, qualora le tariffe applicate venissero riviste al ribasso, si garantirebbe alla società Autostrade per l'Italia di recuperare da quel tratto, in futuro, il mancato introito grazie all'incremento, Statale 33 riaperta, della fruizione del servizio autostradale". 

Limone Piemonte, 200 volontari ancora impegnati a rimuovere detriti

A Limone Piemonte (in provincia di Cuneo), ci sono ancora oggi oltre 200 volontari impegnati nella rimozione di sassi e fango da strade e abitazioni, garage allagati e negozi danneggiati. L'accesso al paese è bloccato a valle, nel Comune di Vernante, ma si può arrivare in paese in treno. L'amministrazione comunale spiega che "il tratto di strada statale 20 del Colle di Tenda all'altezza del bar Zona Verde colpito dalle frane resterà completamente chiuso per tutta la giornata". Sulla statale 20, da e verso Limone, continua ad essere consentita la circolazione a senso unico alternato dalle 6,30 alle 20,30 ai residenti "per motivi di lavoro e urgenze, per necessità manutenzione impianti sciistici della Lift spa, per acquisto provvigioni delle famiglie limonesi, cercando di limitare il più possibile il numero di mezzi e persone in circolazione". Ancora vietato il transito in ingresso per i proprietari seconde case e per l'attività dei cantieri ordinari.

Ponti erosi e strade chiuse nel Biellese

Danni e disagi anche nel Biellese. La provincia ha disposto in via precauzionale la chiusura del viadotto della Pistolesa che collega Mosso a Veglio. La decisione giunge dopo la verifica dei danni causati dalla piena del torrente Strona alla base dei piloni del ponte. Sotto osservazione anche il ponte di Crevacuore dove lo Strona ha spostato il proprio argine di venti metri andando a erodere il terrapieno. Resta chiuso anche il ponte di Pianceri a Pray che è stato danneggiato nella spalletta. La Provincia ha poi interdetto la circolazione sulla strada provinciale 220 di Crosa nel territorio di Cossato, bloccata anche la provinciale 209 Ternengo-Bioglio e le strade di accesso alla Valle Cervo eccetto che per i mezzi di soccorso e i residenti. 

Arcivescovo Torino: "Non si può più parlare di fatalità"

"Ancora una volta le nostre terre e le nostre montagne sono state duramente provate dal disastro provocato da piogge troppo abbondanti e improvvise. Sappiamo bene, ormai, che non si può più parlare di 'fatalità': il cambiamento climatico ci insegna, lungo l'intero anno, le conseguenze di scelte imprevidenti e sbagliate nella tutela del territorio. Dobbiamo registrare anzitutto la tragedia di vite perdute a causa dell'alluvione che ha colpito diverse diocesi della nostra Regione, dalle Alpi alla pianura. Prima e più dei danni materiali, questi lutti ci colpiscono direttamente: è la vita il vero primo valore!". Lo dichiara monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente della Conferenza episcopale piemontese, a seguito dell'ondata di maltempo che nello scorso fine settimana ha duramente colpito diversi territori della Regione Piemonte.

"Queste tragedie hanno radice in scelte che non sono di ieri"

"Per le comunità cristiane e per tutti i cittadini 'il fare memoria' e la preghiera sono il modo più importante ed essenziale per ridare la speranza e la forza di una ripresa che ci auguriamo sia sostenuta anche dallo Stato, dalle istituzioni e dalle componenti della società economica e civile del nostro territorio", prosegue l'arcivescovo - citato dal Sir -, certo che "il Signore è vicino a quanti hanno avuto lutti o distruzioni delle proprie case o luoghi di lavoro e ci impegna tutti a contribuire e aiutare questi nostri fratelli e sorelle". "Queste tragedie non nascono solo dal destino o dal caso, ma hanno la loro radice in scelte che non sono di ieri", denuncia Nosiglia, sottolineando che "c'è una spirale perversa: i Comuni e gli enti territoriali non hanno risorse (economiche, progettuali) per tutelare il territorio, lo Stato è lontano, i progetti europei rimangono una chimera". "L'ennesimo dramma dell'alluvione - come nel 1994, come nel 2000 - ci richiama tutti al dovere della politica, intesa come impegno diretto delle persone e delle comunità", conclude il presidente della Cep: "Quella politica che è ricerca del bene comune e non solo - come non si stanca di ripeterci Papa Francesco - strumento degli interessi di individui e di caste". 

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