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Salone del Libro di Torino, madre Regeni: "Non ci serve la canzone di Vecchioni"

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 9/05

2' di lettura

Il cantautore ha risposte alle parole di Paola Regeni dicendo di esserci "rimasto molto male, ma non mi si può togliere una canzone"

"Non abbiamo bisogno di canzoni su Giulio". Sono le parole di Paola Regeni, madre di Giulio, ricercatore universitario scomparso il 25 gennaio 2016 al Cairo e trovato morto il 3 febbraio, presente insieme al marito Claudio al Salone del Libro di Torino all'Arena Bookstock (IL PROGRAMMA). "Giulio era uno di voi - hanno detto i genitori ai giovani presenti -, curioso, affamato di vita e di verità. Come ora lo siamo noi che non smetteremo mai di ricercare la verità sulla morte di nostro figlio" (CHI ERA).

"Non abbiamo bisogno di canzoni o scoop giornalistici"

'Non abbiamo bisogno di canzoni su Giulio - ha dichiarato la madre di Giulio Regeni -, come quella scritta da un noto cantautore settantenne (ndr, Roberto Vecchioni), o di scoop giornalistici come quello recente fatto da una giornalista che rendendo noto un nome ci ha creato un grave danno, ma di condivisione e collaborazione. Chi sa, chi vuole dire qualcosa sulla morte di nostro figlio, prima parli con la sua famiglia e con il nostro legale. Così ci potete aiutare; in caso contrario è meglio il nulla, grazie. Ci siamo già noi", ha spiegato Paola Regeni. "Non servono articoli di stampa mordi e fuggi, taglia e incolla - ha aggiunto - spettacoli o canzoni, ma azioni e gesti che aiutino davvero la verità".

La risposta di Vecchioni

"Ci sono rimasto molto male", afferma Roberto Vecchioni, intervistato dalla rivista musicale Rolling Stone, sottolineando di aver detto anche a Paola Regeni "che questa è una canzone simbolo, in cui la madre protagonista è in realtà una madre universale". Il cantautore ha poi aggiunto che "si fa accenno alla vicenda di Giulio, ma in maniera corretta e innamorata, senz’altro dalla sua parte. Per questo non credo di aver leso alcun diritto della signora, che conosco e a cui voglio bene". Alla richiesta di rinunciare al brano ha detto no, "perché me lo imponeva la mia libertà espressiva, non mi si può togliere una canzone".

I libri di Giulio Regeni

Durante l'incontro all'Arena Bookstock Paola Regeni ha mostrato ai ragazzi presenti alcuni dei libri sui quali si è formato il figlio: da Topolino a Siddharta di Herman Hesse, passando per 'Il Dio delle piccole cose' di Arundhati Roy, 'La scomparsa dell'Italia industriale' di Luciano Gallino e 'Lettere luterane' di Pierpaolo Pasolini. "Volevo farvi una sorpresa - ha affermato la madre - così sono andata a sbirciare nella libreria di Giulio, cosa che ho fatto tante volte, per tirare fuori alcuni dei suoi libri preferiti. Ho portato anche Topolino, perché Giulio a cinque anni ne era ghiotto. Ricordo un giorno che la maestra di quinta elementare mi chiamò per dirmi che il 'ragazzino sapeva molte cose', e chiedermi su cosa si stava formando. Dovetti dirle che divorava Topolino, che spesso ha racconti con legami con la storia e la società". Tra gli altri libri amati da Giulio Regeni anche 'Martin Muma' di Eligio Zanini, sulle problematiche di confine e identità nelle zone del Friuli e dell'Istria, e un libro su Doris Lessing "che Giulio amava in modo particolare e per il cui Nobel fu felicissimo".

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