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Microsoft voleva comprare Spotify, le rivelazioni in un libro

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 del 30/7

3' di lettura

Secondo le indiscrezioni pubblicate nel libro “Spotify Untold”, il colosso di Redmond sarebbe stato interessato a rilevare il popolare servizio di streaming musicale  

Tanti retroscena e qualche scoop inatteso è stato svelato dal sito ‘Variety’ che ha sviscerato in esclusiva alcuni capitoli del libro ‘Spotify Untold’, curato dai giornalisti svedesi Sven Carlsson e Jonas Leijonhufvud e basato su numerose interviste a ex manager di Spotify e addetti ai lavori. Tra le notizie emerse da questo testo, uscito a maggio scorso in lingua svedese, ecco che emerge come Spotify, lanciata nell'ottobre 2008 dalla startup svedese Spotify AB e che vantava solo dieci anni dopo più di 70 milioni di abbonati è entrata nei desideri di Microsoft, che in passato sarebbe stata interessata ad acquistarla. L’idea del colosso di Redmond era nata proprio quando Microsoft aveva lavorato sulla propria piattaforma di streaming musicale, ovvero Groove Music, che non ha riscontrato il successo sperato dal colosso americano e venne chiusa a inizio 2018. A quel tempo, la società di Redmond ha collaborato con Spotify per consentire agli abbonati di questa piattaforma di trasferire ai suoi utenti la raccolta musicale e le playlist esistenti all'altro servizio con pochi click. Poi l'acquisizione vera e propria però non si è mai verificata.

Contrasti tra colossi della tecnologia

Ma non solo Microsoft ha messo gli occhi sulla più famosa piattaforma di streaming musicale. Anche Google pare essersi fatta avanti, ingolosita dal successo che Spotify è riuscita ad ottenere negli anni. La lotta fratricida tra colossi della tecnologia, poi, avrebbe riguardato anche riguardato Apple, contro cui Spotify si sarebbe scontrata per ottenere maggior consenso possibile sul territorio statunitense. Tra le altre rivelazioni del libro, il fatto che Spotify fosse a sua volta interessata a comprare la rivale Tidal e la piattaforma di SoundCloud. E di come volesse competere nel mercato video con il colosso Netflix.

La nuova versione ‘Lite’

Spotify, di recente, è stata coinvolta in una nuova versione ‘Lite’. La nuova versione dell’app è stata costruita da zero in base al feedback degli utenti di tutto il mondo, consentendo anche a chi vive in zone coperte da una larghezza di banda limitata e con dispositivi dallo spazio di archiviazione minimo, di godere del servizio musicale. L’app è attualmente disponibile in 36 Paesi diversi tra Asia, America Latina, Medio Oriente e Africa (ancora non ci sono indicazioni precise relative all’Europa e all’Italia) e può essere scaricato separatamente all’app base, sia per gli utenti normali sia per quelli premium. Chi la scaricherà, potrà utilizzare la versione Lite sia in parallelo sia in modo indipendente dall'app principale su tutti i telefoni con sistema operativo Android con versione 4.3 o successiva.

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