ASUS UGen300, l’intelligenza artificiale entra in tasca
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ASUS punta a portare l'I.A. personale anche sui computer già in uso. Dai piccoli acceleratori alle workstation, cosa cambia quando i dati vengono elaborati in locale.
Consultare documenti, trascrivere conversazioni e analizzare immagini direttamente sul computer, senza inviare i dati a un servizio online. È l'I.A. in locale, che permette di svolgere alcune attività anche senza collegarsi al cloud e di mantenere le informazioni sul proprio dispositivo. ASUS punta a portarla anche sui computer già in uso con UGen300, un acceleratore che abbiamo visto da vicino: sta nel palmo di una mano, si collega tramite USB-C e ha un prezzo inferiore ai 300 euro. La tech company taiwanese lo propone a professionisti, sviluppatori e piccole imprese che vogliono utilizzare applicazioni AI sui propri dati, scegliendo quali operazioni svolgere sul dispositivo e quando ricorrere a un servizio esterno. L’aspetto ricorda quello di una grande chiavetta o di un disco esterno. Dentro ci sono un processore dedicato all’intelligenza artificiale e 8 GB di memoria: collegato al computer, aggiunge capacità di calcolo per eseguire modelli compatibili, ad esempio la trascrizione di una registrazione, che può essere elaborata sul sistema locale quando contiene informazioni personali o conversazioni di lavoro. Altri impieghi riguardano il riconoscimento delle immagini e la gestione del magazzino.
Un “acceleratore” che lavora insieme al dispositivo
"Se lo metto in un magazzino mi può contare quante scatole ci sono a scaffale, mi può avvisare se manca una scatola", ci racconta Marco Astori, Country Manager di ASUS Italia. Servono quindi il software e il modello adatti al compito: l’acceleratore lavora insieme al dispositivo collegato, che può essere anche uno smartphone o il tablet. Da qui prende forma la Personal AI: un assistente configurato per lavorare sui documenti, sugli appunti e sulle esigenze di chi lo usa, direttamente sul proprio computer. Uno studente può interrogarlo sui materiali universitari; un professionista può utilizzarlo per cercare informazioni nei propri progetti. In azienda, il patrimonio comprende anche l’esperienza delle persone: conoscere un cliente da vent’anni aiuta a capire una clausola del suo contratto, così come conoscere un mercato permette di interpretare un andamento delle vendite.
L’elaborazione totale permette di controllare meglio i dati
È la metafora della cassaforte e della chiave: la prima custodisce documenti e informazioni, la seconda rappresenta il sapere necessario per utilizzarli. "L’intelligenza artificiale può distillare non solo la conoscenza esplicita, esplicitata in processi, in documenti, in brevetti, ma anche quella implicita nelle persone", ci spiega ancora Astori. L’idea è costruire strumenti che possano mettere in relazione questi materiali con le indicazioni e le competenze di chi ci lavora. Per le imprese, l’elaborazione locale risponde anche al problema del controllo dei dati. Un dipendente può usare il proprio account per chiedere a un chatbot di riassumere un report o analizzare un contratto, caricando informazioni aziendali su un servizio non autorizzato. È la cosiddetta Shadow AI. "Le aziende hanno già l’I.A. anche se non lo sanno e questo è un grosso rischio che va in qualche modo governato", osserva Astori. Avere strumenti predisposti dall’azienda permette di stabilire quali documenti utilizzare, chi può consultarli e quali elaborazioni mantenere all’interno. Il locale può essere affiancato al cloud, secondo le necessità.
Tutte le novità presentate da ASUS
UGen300 è la soluzione più piccola tra quelle mostrate a Milano durante l’evento “Ubiquitous AI, Incredible Possibilities”. Accanto abbiamo visto notebook ProArt, mini PC NUC e Ascent e workstation per sviluppatori e grandi aziende. Tra le dimostrazioni c’è Sofia, l’assistente virtuale presentato con Drako: appare sullo schermo con le sembianze di una persona, riceve comandi e genera contenuti. Secondo quanto illustrato durante la visita, la demo utilizza una workstation con due schede grafiche NVIDIA RTX 6000 Pro e un costo nell’ordine dei 50-60 mila euro, elaborando in locale anche la rappresentazione del personaggio.
Ecco le altre novità:
- ASUS Ascent QN10. Un mini PC per l’AI personale
È un computer compatto basato sulla piattaforma Snapdragon X2 Elite di Qualcomm. Permette di eseguire applicazioni AI compatibili direttamente sul dispositivo. Può essere utilizzato per assistenti personali che cercano e mettono in relazione documenti e appunti.
- ASUS NUC 16 Pro. L’intelligenza artificiale sulla scrivania
È un mini PC con processori Intel Core Ultra Series 3, pensato anche per applicazioni AI locali. Può essere configurato per eseguire assistenti, analizzare documenti e automatizzare attività di lavoro. Le dimensioni contenute permettono di inserirlo in una postazione d’ufficio senza una grande torre desktop. - ASUS ProArt GR1X. Una postazione compatta per creativi e sviluppatori
Porta la piattaforma NVIDIA RTX Spark in un computer da scrivania dalle dimensioni ridotte. È pensato per lavorare con immagini, video, applicazioni creative e modelli AI in locale. Le configurazioni con 64 o 128 GB di memoria unificata permettono di gestire progetti impegnativi.
- ASUS ProArt P14. Creazione di contenuti e AI in mobilità
È il notebook della linea ProArt basato sulla piattaforma NVIDIA RTX Spark. Si rivolge a chi lavora con foto, video e grafica e vuole utilizzare anche applicazioni AI sul portatile. Ha uno schermo OLED touch da 14 pollici con risoluzione 3K e frequenza fino a 120 Hz. - Next AI Agent Computer. Un computer su misura per l’azienda
Il PC Next nella foto è una soluzione assemblata con componenti ASUS per applicazioni AI. La configurazione viene scelta in base ai programmi, ai modelli e alle esigenze del cliente. Può ospitare assistenti e agenti che lavorano sulle informazioni aziendali direttamente sulla macchina