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Fake news, Twitter elimina più di 4mila account di origine iraniana

Foto di archivio (Getty Images)
2' di lettura

Autori di oltre due milioni di tweet, questi profili diffondevano contenuti distorti legati alla politica locale e ad avvenimenti di rilievo globale. Il social ha rimosso anche oltre 150 account di origine russa, catalana e venezuelana 

Nell’incessante lotta alla disinformazione, Twitter ha reso noto di aver rimosso 4.779 account provenienti dall’Iran e legati direttamente al governo di Hassan Rohani, rei di aver diffuso contenuti distorti su fatti di attualità. Il social network ha individuato tre diversi comportamenti non autentici e ha sottoposto oltre due milioni di tweet ai suoi ricercatori per approfondite valutazioni. La piattaforma di microblogging ha inoltre comunicato di aver bloccato per lo stesso motivo più di 150 profili di origine russa, catalana e venezuelana.

Contenuti distorti su politica locale e fatti dal mondo

Attraverso una nota ufficiale, Twitter spiega che un primo gruppo di 1.666 account è stato rimosso perché pubblicava contenuti riguardanti avvenimenti accaduti in tutto il mondo manipolandoli in maniera tale da rendere beneficio e supporto al pensiero diplomatico e geostrategico portato avanti dal governo di Teheran, violando in questo modo le regole del social network. Un secondo gruppo di 248 profili è stato invece eliminato perché diffondeva disinformazione sulle recenti tensioni con Israele. Infine, l’ultimo gruppo composto da 2.865 account twittava in merito a fatti d’attualità politica iraniana, proponendone una lettura distorta e distante dalla realtà.

Gli altri account rimossi

Sono quattro invece i profili di origine russa rimossi dalla piattaforma e collegati a un’agenzia di Mosca, nota per comportamenti non autentici già dalle elezioni presidenziali Usa del 2016. Dall’inizio del 2019, Twitter ha sospeso anche 130 account falsi provenienti dalla Spagna e collegati al movimento indipendentista catalano, in particolare a Esquerra Republicana de Catalunya. Facevano parte di questa rete numerosi account falsi creati con l'intento di influenzare la conversazione politica in modi a loro vantaggiosi, diffondendo contenuti sul referendum per l’indipendenza della regione. Come sottolinea il social, la creazione di account falsi va contro le regole della piattaforma.
Infine, gli ultimi 33 profili eliminati provenivano dal Venezuela, connessi ai 764 profili bloccati a gennaio e autori di comportamenti non autentici.

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