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Facebook non chiederà più ai nuovi utenti la password della loro mail

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La decisione arriva in seguito alle polemiche scaturite dalla segnalazioni di alcuni utenti, ai quali è stato chiesto di inserire il codice di accesso alla loro casella di posta elettronica per completare l’iscrizione 

Non c’è pace per Facebook, che sul fronte della privacy è per l’ennesima volta al centro delle polemiche. Dopo le segnalazioni da parte di diversi utenti e le successive critiche, il social network ha fatto sapere che non chiederà più ai neo iscritti la password della loro casella mail per verificare i nuovi account al momento della loro registrazione.

Pratica andava rimossa in ogni caso

Negli scorsi giorni, alcuni utenti hanno segnalato su Twitter che, durante la procedura di creazione di un nuovo profilo, il social richiedeva la password della loro casella di posta elettronica, un dato non necessario per accedere alla piattaforma. Questa singolare, quanto insolita, richiesta ha scatenato numerose critiche da parte del popolo del web, tanto da spingere Facebook a eliminare rapidamente questa pratica, introdotta, stando a quanto dichiarato dal gruppo californiano al portale Daily Beast, solo per i nuovi iscritti che, in fase di registrazione, avevano inserito un indirizzo mail che non offriva il supporto al protocollo di rete OAuth per la verifica dell’identità. La società di Mark Zuckerberg ha voluto chiarire che non ha immagazzinato alcuna password e che, in ogni caso, avrebbe smesso quanto prima di richiedere il codice d’accesso alla mail.

L’appello di Mark Zuckerberg ai governi

Queste ultime polemiche giungono quasi in contemporanea alla scoperta di una nuova gigantesca fuga di dati, che ha esposto le informazioni sensibili di oltre 450 milioni di utenti, e solo qualche giorno dopo l’appello di Mark Zuckerberg rivolto ai governi, ai quali ha chiesto “un ruolo più attivo e nuove regole per proteggere il web dai contenuti pericolosi”. Con una lettera aperta pubblicata sul Washington Post, il fondatore di Facebook ha sottolineato la necessità di norme per "garantire l'integrità del processo elettorale, per proteggere la privacy della gente e per garantire la portabilità dei dati”. Secondo il Ceo di Meno Park, il modello da seguire è quello della General Data Protection Regulation dell'Unione europea.

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