Twitter: crescono i ricavi, calano gli utenti

Logo Twitter (Getty Images)
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Il titolo ha perso circa il 20% a Wall Street nelle contrattazioni che precedono l'apertura dei mercati, salvo poi riuscire a limitare le perdite al 14% 

Gioie e dolori per Twitter: se da un lato il noto social network può vantare un aumento dei ricavi per il secondo trimestre consecutivo, dall'altro deve registrare una preoccupante flessione nel numero di utenti attivi sulla piattaforma, sceso di oltre un milione rispetto ai tre mesi precedenti. Secondo le ultime stime, infatti, il numero mensile dei 'cinguettatori' è calato a 355 milioni, trend comunque in aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Il crollo in Borsa

La flessione, inevitabilmente, ha causato serie ripercussioni a Wall Strett. Il titolo Twitter, infatti, ha perso circa il 20% nelle contrattazioni che precedono l'apertura dei mercati, salvo poi riuscire a limitare le perdite al 14%. Un calo che la società spiega con gli sforzi di ripulire la piattaforma, eliminando gli account falsi, con le più stringenti regole europee sulla privacy e con le modifiche introdotte nell'uso del social media. È quindi probabile che nei prossimi mesi il trend negativo possa proseguire.

La crescita dei ricavi

A far sorridere il Ceo dell'azienda di San Francisco, Jack Dorsey, però, è l'aumento dei ricavi. Twitter, infatti, ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 100,1 milioni di dollari, 17 centesimi per azione. È il terzo utile trimestrale consecutivo, un'inversione di tendenza rispetto alle perdite degli anni precedenti, strettamente legata alla crescita dei ricavi dalla pubblicità. Questi sono risultati in crescita del 24% a 711 milioni di dollari, superando così anche le attese degli analisti.

Anche Facebook è in crisi

Non se la passa certo meglio nemmeno il 'cugino' di Twitter, Facebook. In questi giorni, infatti, ha destato clamore la vera e propria caduta in Borsa del più famoso social network del Pianeta. Nella giornata di mercoledì, a Wall Street Facebook ha subito il più grande crollo in un solo giorno della propria storia, perdendo il 19% a 176,26 dollari per azione. Una picchiata, quella sul listino del Nasdaq, provocata in parte dall'annuncio di un rallentamento dei ricavi di crescita ma anche dai problemi di privacy legati al caso di Cambridge Analytica.

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