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Elon Musk: Tesla, ride sharing con taxi robot entro il 2020

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 23/04

3' di lettura

Secondo il Ceo, l’azienda lancerà il servizio con oltre 1 milione di veicoli autonomi di proprietà di Tesla o dei cittadini, che potranno guadagnare con un modello di business simile a Airbnb 

Entro la fine del 2020, Elon Musk è convinto che Tesla sarà pronta per la messa in strada di circa un milione di taxi robot, una flotta di auto a guida autonoma che consentirà il lancio del nuovo servizio di ride sharing da parte dell’azienda. Come spiega TechCrunch, l'annuncio è arrivato nel corso dell’Autonomy Day, tenuto dalla compagnia per presentare la propria tecnologia agli investitori. Dopo aver descritto i traguardi raggiunti da Tesla e gli ostacoli ancora da superare, come lo sviluppo di un software definitivo, Musk si è concentrato proprio sulla rete di auto elettriche a guida automatica di uso pubblico che dovrebbe debuttare il prossimo anno.

Elon Musk: chip di Tesla il migliore al mondo

Tesla scala la marcia e accelera verso il futuro. Parlando agli investitori, Musk ha specificato in primis come l’azienda sia stata in grado di sviluppare da zero un nuovo chip, basato su reti neurali, per le proprie auto a guida autonoma; più precisamente, per il Ceo sarebbe addirittura “il migliore al mondo”. Tutto ciò rappresenterebbe una solida base per lanciare, al massimo entro un anno e qualche mese, “oltre un milione di taxi robot”. Il nuovo servizio di ride sharing dovrebbe permettere così all’azienda di contrastare il dominio di Uber.

Come funzionerà il ride sharing di Tesla

Nell’idea di Musk, la flotta di veicoli autonomi sarebbe composta sia da auto di proprietà di Tesla (nelle aree poco coperte) che da quelle messe a disposizione da normali cittadini. Con un modello di business simile a quello di Uber o Airbnb, le persone potrebbero infatti decidere di guadagnare consentendo all’azienda di sfruttare le auto personali per il ride sharing nei momenti in cui queste non vengono utilizzate dal proprietario, per esempio durante le ore di lavoro. Il veicolo svolgerebbe quindi il proprio lavoro, trasportando gli utenti che scelgono di avvalersi del servizio tramite un’apposita app, per poi ritornare alla base: Tesla si terrebbe una fetta compresa tra il 25 e il 30% dei ricavi della corsa, mentre il resto finirebbe nelle tasche di chi ha messo a disposizione l’auto. Secondo Musk, tutto ciò che bisogna fare per portare questo progetto a compimento è “migliorare il software”: un ostacolo da non sottovalutare, ma che Tesla dovrebbe riuscire a superare entro la fine del 2020, per poi far partire il rivoluzionario servizio di ride sharing con veicoli autonomi.

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