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Guida autonoma, accordo tra Volvo e Uber

Una delle vetture frutto della collaborazione tra Uber e Volvo stretta nel 2016 (Getty Images)
3' di lettura

La casa svedese venderà alla società americana 24mila vetture. Serviranno per sviluppare la tecnologia driverless e, in prospettiva, a formare la flotta utilizzata dai clienti del servizio di ride-sharing

Volvo e Uber continueranno a viaggiare insieme. Le due società hanno siglato un accorto che le impegna, nei prossimi anni, nello sviluppo comune delle vetture a guida autonoma. Nello specifico, la casa svedese venderà alla società americana le automobili che poi verranno testate su strada. Un accordo che Volvo quantifica in "decine di migliaia di unità". Dovrebbero essere 24mila, per un valore di 1,4 miliardi di dollari.

In cosa consiste l'accordo

Le auto usciranno dalla fabbrica con l'aggiunta, rispetto a quelle di serie, di spazi e supporti che le rendono compatibili con la tecnologia per la guida autonoma, con sensori, telecamere e sistemi di sicurezza aggiuntivi. I modelli scelti per la sperimentazione, che saranno utilizzati da Uber tra il 2019 e il 2021, sono il Suv compatto XC60 e la serie 90, cioè le vetture top di gamma di Volvo, che includono S90, V90 e XC90. L'accordo è simile a quello in corso tra Waymo (la società che sviluppa la guida autonoma per Alphabet) e Fca (che ha fornito il van Chrysler Pacifica). Come per la partnership tra Mountain View e il gruppo guidato da Sergio Marchionne, non è previsto un rapporto di esclusiva. Sia Volvo che Uber saranno liberi di approfondire le sperimentazione anche con altre formule e altri partner. Il marchio svedese utilizzerà le vetture compatibili con la guida autonoma per test in proprio, con l'obiettivo di portare su strada la prima auto driverless nel 2021.

Le prospettive di Volvo e Uber

Uber e Volvo sono legate dall'agosto 2016, con la sigla di un accordo che assicurava un investimento combinato di 300 milioni di dollari, molto minore di quello attuale. Come affermato all'epoca da entrambe le società, si trattava di un primo passo verso una "partnership industriale di lungo periodo". "Nell'industria automobilistica – ha affermato il ceo di Volvo Håkan Samuelsson – è in corso una rivoluzione e noi vogliamo farne parte". L'obiettivo non è solo far uscire dalla fabbrica auto in grado di guidare da sole ma anche di essere "il fornitore di riferimento per i servizi di ride-sharing. L'accordo con Uber è l'esempio principale di questa strategia". La società americana, dal canto suo, potrà sperimentare su una scala molto ampia, con decine di migliaia di vetture in grado di macinare chilometri, raccogliere dati e, in prospettiva, trasformarsi nella flotta che trasporterà i suoi clienti.

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