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Citigroup, robot sostituiranno migliaia di lavoratori nei call center

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2' di lettura

Mike Corbat, l’amministratore delegato della multinazionale di banche di investimento, ha svelato le intenzioni della società in un’intervista al Financial Times 

In futuro probabilmente decine di migliaia di dipendenti che attualmente operano nei call center di Citigroup verranno sostituiti dai robot e dalle macchine intelligenti.
La multinazionale di banche di investimento con sede a New York avrebbe infatti intenzione di investire negli automi per migliorare e stravolgere completamente l’esperienza dei propri clienti.
Una decisione in grado di ridurre sensibilmente i costi della società che tuttavia va a discapito di tutte quelle persone che lavorano nei call center dell’azienda.

Le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Citigroup

Mike Corbat, amministratore delegato di Citigroup, ha svelato le intenzioni della multinazionale in un’intervista al Financial Times.
"Abbiamo ancora decine di migliaia di persone nei call center e sappiamo che quando digitalizzeremo questi processi non solo cambieremo e miglioreremo radicalmente l'esperienza per i consumatori, ma ci costerà meno”, spiega il Ceo della quarta banca statunitense.
L’esperto ci tiene a sottolineare che la digitalizzazione non sostituirà del tutto il lavoro dell’uomo: “Ci sono sempre cose dove è richiesto l'intervento di qualcuno per risolvere il problema. Non vogliamo che la gente sia frustrata”.
L’amministratore delegato della multinazionale, inoltre, ha rivelato che Citigroup non avrebbe alcuna intenzione di partecipare al consolidamento nel settore bancario degli Stati Uniti che ha preso il via dalla fusione di SunTrust-BB&T.

A rischio il 25% dei posti di lavoro

I robot e le macchine con Intelligenza artificiale entro il 2030 potrebbero sostituire il 25% dei posti di lavoro.
È quanto è emerso da uno studio, condotto dalla non profit statunitense Brookings Institution, che ha indagato l’impatto dell’automazione dal 1980 al 2016.
Saranno soprattutto gli uomini e i giovani a vedersi sostituire dagli automi.
“Quelli più vulnerabili saranno nel settore della produzione, dei trasporti, della ristorazione e dell'amministrazione, con oltre il 70% delle mansioni potenzialmente automatizzabili. Tuttavia i lavori ad alto rischio rappresentano solo un quarto del totale”, spiegano gli esperti. 

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