Il 17 luglio si celebrano in tutto il mondo le famose faccine, ormai diventate linguaggio universale nelle conversazioni via chat di tutto il mondo. Ecco 10 curiosità interessanti da scoprire sulle emoji
Il 17 luglio si festeggia la Giornata mondiale delle emoji, le iconiche faccine e immagini che popolano ormai ogni conversazione digitale, dai messaggi su WhatsApp ai commenti sui social network, passando per le email e le pubblicità sui social media. Queste piccole icone, che hanno iniziato a diffondersi 27 anni fa come evoluzione delle emoticon sono nate con l'intento di rendere più chiaro lo stato d'animo e il tono di un messaggio. Per celebrare questa ricorrenza speciale, ecco 10 curiosità interessanti da scoprire sulle emoji.
Perché si chiamano così
La prima curiosità riguarda il significato del termine "emoji". La parola deriva dal giapponese, dove "e" significa immagine (絵) e "moji" sta per carattere (文字). Questo termine descrive perfettamente la funzione delle emoji come rappresentazioni grafiche di espressioni o idee.
27 anni di emoji
Era il 1999 quando la prima emoji ha visto la luce. Dietro alle prime emoji per telefoni cellulari c’è il designer giapponese Shigetaka Kurita, considerato il padre dei pittogrammi divenuti oggi di uso comune: 25 anni fa, Kurita ha creato un set di 176 emoji utilizzando una griglia di 12x12 pixel. Il Museum of Modern Art di New York espone il set originale di emoji di Kurita.
Il boom con Apple
Create nel 1999, le emoji sono divenute un fenomeno di massa solo qualche tempo più tardi con l’avvento dei telefonini di ultima generazione e dei servizi di messaggistica istantanea. La loro diffusione si deve in particolare a Apple che ha previsto nel sistema operativo iOS 6 la possibilità di attivare simboli e faccine da usare nelle conversazioni. È bastato poco perché il trend prendesse rapidamente piede anche su Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp. Apple ha successivamente introdotto le animoji, le emoji animate lanciate nel 2017.
Giornata mondiale delle Emoji
Perché è stata scelta la data del 17 luglio per celebrare le emoji? La ricorrenza è nata nel 2014 grazie al designer e animatore australiano Jeremy Burge e fa riferimento alla data visualizzata allora sull’emoji del calendario.
Emojipedia, l’enciclopedia delle emoji
Jeremy Burge è il padre della Giornata internazionale delle emoji e anche dell’Emojipedia, portale web lanciato nel 2013. Collegandosi alla pagina dedicata gli utenti possono cercare qualsiasi emoji, qui divise in categorie, scoprendone il significato preciso e la data di uscita. Inoltre su Emojipedia è possibile confrontare le diverse versione della stessa emoji vista da Google, Apple, Facebook, Samsung, Twitter e altri.
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Emoji Vs. Emoticon
Entrambi sono simboli e disegni che sostituiscono parole, frasi e sentimenti. Ma emoji ed emoticon non sono la medesima cosa: l'emoticon è una visualizzazione tipografica di un'emozione, che ricrea una rappresentazione facciale utilizzando il solo linguaggio testuale, i simboli della punteggiatura ad esempio, come in questo caso: ;-) Le emoji, definite con il termine di pittogrammi, sono immagini a tutti gli effetti e figurano come estensioni del set di caratteri utilizzati oggi dalla maggior parte dei sistemi operativi.
Le emoji più popolari
Il classico cuore di colore rosso (Red Heart), e subito dopo, il Check Mark Button, la spunta inserita in un quadrato (o a volte un cerchio) verde sono le emoji più utilizzate del momento, secondo la classifica stilata da Emojipedia sulla base delle pagine dedicate alle singole “faccine” più consultate del sito. Seguono Sparkles, le “scintille”, solitamente composte da tre stelline a quattro punte, l’emoji della fiamma (Fire) e Loudly Crying Face, la faccina con fiumi di lacrime che scorrono dagli occhi chiusi.
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Nell’Oxford Dictionary
Diventate talmente utilizzate nel linguaggio comune da entrare a fare parte dell’Oxford Dictionary. Dopo il selfie, anche il termine emoji nel 2013 è stato aggiunto al dizionario. Un appunto: la versione plurale corretta di emoji rimane invariata, è emoji (e non emojis).
Le emoji che “parlano”
Le emoji che parlano, o almeno hanno un suono. Che può essere quello di un applauso, o di una risata, ma anche quello della cacca. È una novità targata Google che sembra essere presto destinata ad approdare su Google Phone.
I colori dei cuori hanno diversi significati
I colori delle emoji a forma di cuore hanno significati diversi. Il più usato è quello rosso, simbolo di amore e passione, non molto diversamente dal rosa, nuovo nel mondo delle emoji, e dall'azzurro che rappresenta l'accoglienza. Il cuore verde indica speranza, il giallo gioia e ottimismo, mentre il cuore rotto simboleggia infelicità. Il blu può rappresentare amicizia, tranquillità o formalità, mentre il bianco è associato alla purezza. Il cuore marrone è poco usato, a differenza del nero, preferito da chi ha uno stile comunicativo più "dark". I due cuori rosa indicano vicinanza tra due persone, mentre i cuori in circolo rappresentano affetto crescente. Il cuore con un fiocco è perfetto per riferirsi a un regalo romantico. Infine, ci sono il cuore scintillante per esprimere ammirazione, quello che batte e quello trafitto da una freccia, simbolo di Cupido.