Il colosso di Mountain View è stato costretto a sospendere lo strumento che permetteva a chiunque di generare immagini tramite IA e di sovrapporle direttamente alle mappe satellitari della piattaforma. Rilasciato appena un giorno prima, il software era finito immediatamente al centro di una bufera mediatica
È durata meno di 24 ore la nuova funzionalità di intelligenza artificiale integrata in Google Earth. Venerdì scorso il colosso di Mountain View è stato costretto a sospendere lo strumento che permetteva a chiunque di generare immagini tramite IA e di sovrapporle direttamente alle mappe satellitari della piattaforma. Rilasciato appena un giorno prima, il software è finito immediatamente al centro di una bufera mediatica. Sui social network hanno iniziato a circolare immagini estremamente realistiche di scenari catastrofici: dal finto schianto di un aereo di linea contro un grattacielo di New York all'esplosione di una centrale nucleare in Iran, fino alle riprese aeree di un fittizio bombardamento su Mosca.
Il rischio geopolitico e i test degli esperti
Le critiche da parte di utenti e testate giornalistiche sono state immediate. Molti osservatori hanno evidenziato il potenziale distruttivo di questa tecnologia, facilmente manipolabile per diffondere disinformazione e allarmismo su scala globale. A dimostrare i rischi geopolitici dello strumento è stato, tra i tanti, il giornalista esperto di IA Henk van Ess. Tramite un post sui social, van Ess ha mostrato come la funzione potesse essere strumentalizzata per fini di propaganda politica, generando in pochi secondi l'immagine satellitare di una finta folla oceanica di migranti ammassata al confine tra Stati Uniti e Messico.
La risposta e la difesa di Google
Il dietrofront dell'azienda è arrivato nel tardo pomeriggio di venerdì (la tarda serata in Italia). Con un breve comunicato pubblicato su X, Google ha annunciato la rimozione temporanea della funzionalità da Google Earth, specificando di essere già al lavoro per "l'implementazione di misure di sicurezza più rigorose". Google ha poi difeso la bontà iniziale del progetto, ricordando che lo strumento era stato concepito per scopi legittimi nei settori della geografia e della progettazione architettonica, ambiti in cui i "professionisti del settore geospaziale" lo stavano già utilizzando in modo del tutto conforme e sicuro. La fretta nel rilasciare la tecnologia al grande pubblico, tuttavia, si è rivelata un passo falso.