San Faustino, festa dei single: i dati sugli utenti delle app di dating in Italia

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Circa il 24% degli italiani utilizza abitualmente app di incontri, trascorrendovi in media quasi sei ore alla settimana. Il 30% cerca persone per incontri casuali e senza legami. Ma le app di dating stanno attraversando una profonda crisi, soprattutto tra la Gen Z, stanca degli swipe

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Come ogni anno, il 15 febbraio si celebra San Faustino, la celebre "festa dei single", dedicata a tutti e tutte coloro che sono ancora in cerca dell'anima gemella, o che scelgono di non avere relazioni romantiche. Tra i single, negli ultimi anni, le app di dating - da Tinder a Hinge - nel mondo hanno creato milioni di match. E gli italiani? Secondo report Consumer Cyber Safety Report - Online Dating Edition 2025 di Norton, marchio consumer di sicurezza informatica, circa il 24% degli italiani intervistati utilizza abitualmente app di incontri, trascorrendovi in media quasi sei ore alla settimana. Tra gli attuali utenti di app di dating in Italia, il 30% cerca persone per incontri casuali e senza legami, mentre quasi un quarto (24%) cerca di trovare un partner serio a lungo termine.

Alla Gen Z non piacciono le app di dating

Ma dopo anni di centralità delle app di incontri, il mondo del dating online ha iniziato ad attraversare una crisi: la “cultura dello swipe” sembra infatti avere sempre meno presa sulla Gen Z. Sempre più giovani single dichiarano di sentirsi stanchi, frustrati e poco rappresentati da un modello di dating basato sulla velocità e sull’immagine, e iniziano a orientarsi verso modalità di conoscenza considerate più autentiche. Mentre gli adulti sono convinti che le nuove generazioni trovino l’amore (o affini) sulle app di incontri, la generazione Zeta le ha già mollate da tempo. Un questo trend mondiale, quello della crisi delle app di dating, arrivato anche in Italia, come certificava l’Osservatorio di San Valentino del portale Skuola.net, che nel 2025 ha coinvolto un campione di 2.500 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 25 anni. Perché i giovani e le giovani hanno sempre più voglia di tornare a una dimensione autentica e meno di rapporti virtuali, anche in amore. Un dato su tutti: circa 4 su 10 hanno conosciuto l’attuale compagno o compagna - o comunque la maggior parte degli amori passati - tra i banchi di una scuola o di un’università. Ma, più in generale, la GenZ non cerca più un potenziale partner attraverso uno schermo. Le app di dating rimangono quindi appannaggio quasi esclusivo dei Millennials. Quasi 9 giovani su 10 non le hanno mai utilizzate. E solo il 3% delle persone attualmente impegnate in una relazione hanno conosciuto il proprio partner in questo modo.

Pochissime connessioni significative

A livello globale, i single della Gen Z trascorrono in media 156 ore all’anno sulle app di dating per ottenere appena sei connessioni significative. In Italia il tempo resta comunque elevato: circa 123 ore all’anno, l’equivalente di cinque giorni interi. Un investimento che molti giovani descrivono come poco gratificante e che contribuisce alla cosiddetta “fatica da swipe”, una sensazione di saturazione emotiva legata allo scorrimento continuo dei profili online. Secondo una ricerca condotta da Censuswide per Knorr, il 72% dei single della Gen Z in Italia mette in dubbio l’autenticità dei profili sulle app, mentre il 62% ha ammesso di avere difficoltà a trovare persone con valori e priorità simili alle proprie. 

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